Asco 2020: c’è una siciliana tra i migliori giovani oncologi del mondo

Oggi durante l'annuale congresso dell'ASCO, i quattro medici italiani saranno premiati come miglior giovani oncologi per le loro ricerche nell'ambito delle terapie e per aver individuato nuovi fattori prognostici.

Si apre oggi il congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e che per cause di forza maggiore si svolgerà rigorosamente online e vedrà premiati quattro giovani oncologi italiani, tutti di età compresa tra i 30 e i 35 anni. Francesca Battaglin (già al terzo riconoscimento ricevuto), Patrizia Mondello, Beatrice Morelli e Mattia Rediti, questi i loro nomi, hanno ottenuto i prestigiosi Merit Awards per le loro ricerche. Infatti, con il loro lavoro hanno reso più personalizzabili le terapie oncologiche, e individuato nuovi fattori prognostici per capire i progressi della malattia in ciascun paziente.

Vediamo di conoscer meglio questi quattro giovani medici e le ricerche che stanno svolgendo:

  • Francesca Battaglin, ha cominciato a svolgere ricerche presso il Centro Oncologico Veneto di Padova, e si è poi trasferita in America, presso l’Università della Southern California di Los Angeles. Attualmente qui si occupa di colangiocarcinoma, un tumore particolare delle vie biliari. Sta svolgendo ricerche sulle mutazioni che possono portare in futuro alla scoperta di nuovi farmaci target;
  • Patrizia Mondello, ha cominciato la sua attività a Messina, ma anch’essa è finita oltreoceano, al Memorial Sloan Kettering Cancer di New York dove ha conseguito il dottorato e due postdoc. Attualmente lavora a un progetto sul linfoma follicolare, che è il secondo linfoma più diagnosticato al mondo. Durante la sua attività di ricerca, ha contribuito a sviluppare una nuova scala, chiamata BioFLIPI, che serve ad individuare i pazienti con patologia più aggressiva per aiutarli nell’opportuna terapia da seguire;
  • Mattia Rediti, è fiorentino ma attualmente vive a Bruxelles dove si occupa di ricerche sul tumore al seno. Il suo studio si occupa di identificare biomarcatori prognostici e predittivi sulla risposta ai trattamenti di un particolare tipo di tumore mammario, detto HER2 positivo;
  • Beatrice Borelli, è l’unica che attualmente lavora in Italia, per la precisione a Pisa, dove si è trasferita dopo anni di ricerca passati a Londra. Qui ha imparato una nuova tecnica per determinare i sottotipi molecolari del tumore del colon-retto in fase metastatica. Questa nuova tecnica, consente una volta individuato meglio il tipo di tumore la giusta terapia.

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