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“Il Covid-19 non ha speranze, ecco perché”: il messaggio di fiducia di un prof negli Usa

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È diventato virale il post di un professore italiano che lavora negli USA, il quale ha dimostrato come il Covid-19 sia destinato a fallire sotto i colpi della scienza.

Perdere le speranze e lasciarsi andare allo sconforto è assai comune in questi giorni, segnati dall’emergenza Covid-19 e dalle ingenti restrizioni che limitano il normale svolgimento della vita quotidiana. Tra l’isolamento obbligatorio e le notizie che scorrono incessanti su quotidiani e notiziari, l’umore non si mantiene certo alle stelle e diventa difficile immaginare un’uscita veloce da questa crisi globale. In un clima di preoccupazione, tuttavia, è diventato virale qualche giorno fa il post di un medico e ricercatore italiano, residente ad Atlanta negli Usa. Guido Silvestri, originario di Senigallia ma residente negli Stati Uniti, dove insegna presso la Emory University, avrebbe, infatti, dimostrato come il Coronavirus sia destinato a fallire miseramente e presto sarà possibile lasciarselo alle spalle. Di seguito il post, pubblicato sul profilo Facebook il 4 aprile dal ricercatore.

UN VIRUS SENZA SPERANZA

Scrivo un post breve perché è un venerdì notte che arriva alla fine di una settimana di battaglia. Lo faccio per condividere una riflessione su come il nostro “incubo” SARS-CoV-2, che in queste settimane sta avendo il suo quarto d’ora di notorietà, non abbia in realtà NESSUNA SPERANZA contro la nostra scienza.

Riflettevo sul fatto che, a differenza di HIV – un nemico enormemente più insidioso che in trent’anni ha fatto 35 milioni di morti e per il quale non abbiamo ancora né una cura definitiva né un vaccino – SARS-CoV-2 è un virus incapace di nascondersi (in termini tecnici: di integrarsi nel genoma dell’ospite) e non molto bravo a mutare, quindi rimanendo molto più vulnerabile alla risposta immune dell’ospite. Per cui, se è purtroppo inevitabile che COVID-19 farà ancora molti morti nelle prossime settimane e forse mesi, è ancora più chiaro che sarà presto SCONFITTO dalla nostra capacità di studiarlo e neutralizzarlo.

Vivendo immerso a tempo pieno in questa lotta frenetica contro il nuovo virus – ed essendo in costante contatto con i più grandi esperti al mondo in questo campo – potrei veramente scrivere pagine e pagine sui progressi che facciamo quotidianamente. Progressi di cui sui media si parla abbastanza poco e spesso in modo confuso – mentre si sprecano i titoloni di giornali e TV sulle brutte notizie. Siccome è tardi e sono stanco, dirò solo alcune delle cose che si stanno facendo, in sintesi, e un po’ alla rinfusa.

Ogni giorno che passa aumenta la nostra conoscenza del virus, della malattia e dei meccanismi patogenetici (come anche di quelli protettivi). I test virologici e sierologici per determinare la presenza del virus e lo stato dell’immunità anticorpale diventano sempre più specifici e sensibili. Si sperimentano di continuo nuovi farmaci antivirali (attenzione* a EIDD-2801) ed al contempo farmaci che bloccano la risposta iper-infiammatoria che è alla base delle più gravi complicanze polmonari (attenzione* a baricitinib). Si sviluppano anticorpi monoclonali neutralizzanti per uso terapeutico mentre si studia l’effetto curativo del plasma dei pazienti “guariti”. Diversi candidati vaccini sono testati sui modelli animali e andranno presto in fase clinica. Il tutto mentre i nostri amici rianimatori, infettivologi, pneumologi etc diventano sempre più bravi a gestire le complicanze severe di COVID-19.

[*attenzione in senso BUONO, di farmaco promettente.]

Lo ripeto come un disco rotto, ma – credetemi – è la pura verità. La presenza della SCIENZA è la vera, grande differenza tra oggi ed il 1348 della morte nera, o il 1630 della peste manzoniana, o il 1918 della influenza Spagnola.

La presenza della SCIENZA è il motivo fondamentale per cui SARS-CoV-2 è un virus senza speranza.