Tecnologia e Social

MacBook Air, iPad Pro e Mac mini: tutte le novità

Apple potenzia il Macbook Air, aggiunge due fotocamere su iPad Pro e raddoppia la memoria del Mac mini. Scopriamo insieme tutte le novità dei nuovi prodotti.

 

La presentazione di Apple

A causa dell’emergenza Coronavirus che sta interessando tutto il mondo, i grandi eventi relativi al rilascio di nuovi prodotti provenienti da qualsiasi settore produttivo sono stati annullati. La casa di Cupertino, ad esempio, aveva in programma due eventi fisici. Il primo da tenere a fine marzo e la consueta conferenza per sviluppatori, WWDC 2020, nel mese di giugno. Purtroppo entrambi si terranno sotto una forma diversa, ovvero quella telematica. In questa modalità l’interazione con il pubblico risulta un po’ fredda, ma i prodotti su cui gli ingegneri hanno investito il loro tempo non possono rimanere a lungo in un cassetto.

Il 18 marzo, infatti, attraverso un breve comunicato stampa, sono stati rilasciati gli aggiornamenti hardware di iPad Pro, Mac Mini e MacBook Air.

 

MacBook Air

MacBook Air diventa più potente e raddoppia la memoria di archiviazione. È il prodotto che, in assoluto, ha subito il rinnovamento più importante. Dal punto di vista estetico resta essenzialmente identico alle precedenti versioni. Come in tutti i modelli che contraddistinguono questa linea, spiccano lo spessore notevolmente ridotto, le sue linee pulite ed eleganti. Sotto la scocca, invece, riscontriamo degli aggiornamenti che interessano buona parte della componentistica interna.

La novità più importante è rintracciabile nell’impiego dei nuovi processori di decima generazione a basso voltaggio, disponibili sia in versione dual-core che nella versione più potente quad-core. Nello specifico, il modello base con prezzo di listino fissato 1229 euro integra un processore Intel Core i3 dual-core con frequenza di clock 1,1 GHz (Turbo Boost fino a 3,2GHz). In fase di configurazione, pagando un sovrappezzo, è possibile selezionare un processore che offre prestazioni migliori. Si può scegliere una CPU intel core i5 quad-core a 1,1GHz pagando 50 euro in più oppure un i7 quad-core a 1,2Ghz con 130 euro in più. E’ consigliato l’acquisto della versione quad-core per via delle performance superiori e dell’affidabilità nel corso del tempo. Tutti i processori citati sono coadiuvati dalla scheda grafica Intel Iris Plus Graphics.

Nell’edizione 2020 di MacBook Air è stata introdotta la tastiera a forbisce in sostituzione di quella a farfalla, già presente sui Macbook Pro da 16″. In questo nuovo “formato” Apple pone rimedio alle problematiche riscontrate in passato. Infatti la polvere che si depositava sui tasti rendeva difficoltosa e addirittura in alcuni casi impraticabile la digitazione. Inoltre l’escursione della tastiera, essendo più alta (1 mm), restituisce al tocco un piacevole sensazione.

Un’ulteriore peculiarità di questo modello risiede nel raddoppio della capacità di archiviazione rispetto al modello precedente. Nel modello base si passa dai 128GB del 2019 ai 256GB del 2020. Se da un lato molte persone utilizzano dei servizi in cloud per immagazzinare i propri documenti, filmati e foto, dall’altro lo spazio interno di un portatile può rivelarsi utile per installare molte applicazioni.

Con questo aggiornamento il MacBook Air si dimostra essere un portatile leggero, flessibile, comodo da portare in giro, ma allo stesso tempo un valido strumento che mette a disposizione la sua potenza per gli usi più disparati. Non solo la mera compilazione di un documento Word o Exel, ma anche di montaggio video in 1080p con iMovie o Final Cut Pro X. Insomma, un ottimo compagno di viaggio.

Accettare la presenza all’interno della lineup un iPad Pro con un processore in grado di offrire delle performance comparabili ad un portatile diventa difficile seguendo questo ragionamento. Ed è per questo che un utente potrebbe essere confuso durante la scelta di quale prodotto possa soddisfare le sue esigenza. Forse Apple ha realizzato una buona macedonia, ma non ha fornito agli acquirenti gli strumenti per comprendere quale prodotto fa per loro. Il motto di presentazione della nuova tavoletta di Apple è “Il tuo prossimo computer non è un computer”. Quale significato ha questa affermazione? Come interpretarla?

Ma andiamo con ordine.

Quali sono le peculiarità del nuovo iPad Pro?

Il design non subisce rinnovamenti importanti rispetto al modello precedente, ad eccezione della fotocamera posteriore mutuata da iPhone 11. Difatti iPad Pro dispone di due fotocamere, una “tradizionale” grandangolare e un’altra ultra-grandangolare in grado di scattare foto e video inglobando una porzione più grande di soggetto. Fino a qui nulla di nuovo nel panorama della mela morsicata, se non fosse per un piccolo sensore, quasi invisibile, denominato “Lidar”. Questo sensore, accessibile per la prima volta su un dispositivo Apple, attraverso un raggio laser permette di stabilire la distanza di un oggetto o superficie dalla fotocamera. L’utilizzo di tale sensore migliora notevolmente la fruizione della realtà virtuale e della celebre modalità “ritratto”. Quasi sicuramente tale funzionalità la ritroveremo sugli iPhone del prossimo anno.

Il compagno ideale del nuovo iPad Pro ha un nome: Magic Keyboard. Una tastiera disegnata e ingegnerizzata interamente dalla casa californiana che include un trackpad per muoversi con facilità all’interno dell’interfaccia e i tasti retroilluminati. Grazie all’aggiornamento di iPadOS alla versione 13.4, infatti, viene introdotto per la prima volta nella storia di iPad il “cursore”. Si tratta di un nuovo modo di interagire con il proprio dispositivo, in sostituzione del classico “touch”. Potrete dunque collegare un mouse esterno ed eseguire tutte le funzioni previste dal vostro iPad, una serie di gestures tra cui il multitasking e perfino lo scrolling mediante l’utilizzo delle scorciatoie. Al momento Magic Keyboard per iPad Pro di seconda generazione non è disponibile in pronta consegna. Per il momento conosciamo solo il prezzo di 399 euro.

Dove finisce un iPad ed inizia un PC?

La linea di demarcazione tra iPad e PC con il passare degli anni diventa sempre più sottile e difficile da tracciare. Preferire l’uno o l’altro dipende dai contesti in cui si usano, dalla tipologia di lavoro di ciascun individuo, da quali sono gli obiettivi che gli acquirenti si fissano di raggiungere con questo prezioso strumento. Indiscutibilmente è un prodotto estremamente flessibile e ideale per i lavori di disegno, grafica, sketch, modellistica 3D e architettura. Per merito dei quattro altoparlanti posti sulla parte superiore e inferiore del dispositivo, svolge magnificamente il proprio ruolo nella fruizione di contenuti audiovisivi e on-demand. In conclusione, iPad Pro non può sostituire interamente un laptop per molteplici motivi. In primis non possiede lo stesso parco applicazioni, non possiede la stessa gestione delle cartelle e dei file, non ha un sistema operativo pensato per fare il PC. Ma resta una magnifica tavoletta su cui passare il tempo, magari seduto comodamente su un divano.

Mac Mini

Quello che possiamo definire espressamente, in tutto e per tutto un personal computer, è il Mac Mini. Il primo modello, presentato in occasione del MacWorld, risale al 2005. Si tratta di un prodotto dalle dimensioni estremamente ridotte, pensato come server per l’ambito aziendale e come computer desktop relativamente all’uso “consumer”. Mac Mini riceve un piccolo ma significativo aggiornamento. In breve, l’archiviazione del modello base raddoppia passando da 128GB a 256GB. Inoltre è presente un piccolo chip denominato T2, già presente in alcuni MacBook e iMac, che utilizza la crittografia per aumentare notevolmente il livello di sicurezza dei dati. Questo componente si occupa anche della gestione di alcune componenti e disattiva la webcam quando il PC è spento.

In un periodo così buio per tutta l’umanità, l’azienda di Cupertino ci propone la luce con una vasta gamma di prodotti per allietare il suo pubblico. La tecnologia, insomma, non si ferma. O almeno ci prova dato che, intanto, la linea produttiva degli iPhone in India ha subito un arresto di tre settimane.

A cura di Stefano Limone