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Coronavirus in Sicilia: l’evoluzione del contagio nelle province

Ogni giorno vengono pubblicati nuovi dati sul numero di contagi in Sicilia, numeri che spesso si perdono nella massa di informazioni sul coronavirus. In questi grafici realizzati da LiveUnict e aggiornati giornalmente sulla nostra homepage è possibile, con un colpo d'occhio, seguire lo sviluppo dei casi di Covid-19 nell'Isola. Questa la situazione fino ad oggi, mercoledì 18 marzo.

Da quando l’emergenza coronavirus è iniziata, la Regione Sicilia pubblica giornalmente un bollettino sull’andamento dei contagi che viene da un lato girato all’Unità di crisi nazionale e sommato a quello delle altre regioni italiane e dall’altro pubblicato sui canali informativi e social regionali. Un duplice servizio, che soddisfa tanto l’incarico istituzionale di monitoraggio della pandemia sul territorio isolano quanto l’importante esigenza di molti cittadini siciliani di conoscere il numero di contagi sul territorio e nella loro provincia di appartenenza.

Tuttavia, i dati spesso si perdono, sommersi dalla quantità di informazioni sullo stesso argomento che ogni giorno invadono i social e i siti di informazione. Quanti casi positivi c’erano in Sicilia una settimana fa? Quanto sono aumentati i casi in provincia di Palermo negli ultimi quattro giorni? Sulla scorta dei numeri forniti dalla Regione, LiveUnict ha elaborato delle infografiche che provano a rispondere a queste domande e che vengono aggiornate quotidianamente sulla nostra homepage.

Il primo dato che emerge a colpo d’occhio è il numero dei casi positivi in provincia di Catania, superiore di quasi tre volte alla seconda provincia per numero di contagiati, Palermo, dove i casi positivi alla data odierna si fermano a 47, contro i 131 della provincia etnea. Se si prende in considerazione come punto di partenza l’entrata in vigore del DPCM del 9 marzo, col quale si sono abolite le zone rosse nel Nord Italia ed è iniziato ufficialmente il periodo di quarantena in tutta la Penisola, ci si può rendere conto più facilmente di come il numero di casi abbia seguito un andamento diverso nella provincia etnea rispetto al resto della regione. In particolare, in provincia di Catania il salto è avvenuto tra il 14 e il 15 marzo, dove in un solo giorno sono stati registrati 23 casi positivi, quando a Palermo e dintorni si registrava un solo nuovo caso di Covid-19.

 

Mantenendo lo sguardo sulle due province più popolose e col maggior numero di casi della Sicilia, ma spostandosi ai pazienti ricoverati, la proporzione cambia. Se nel palermitano risultano ricoverati quasi il 50% dei casi positivi al nuovo coronavirus (il 48,9%), a Catania la percentuale è leggermente inferiore (44,2%). Il dato di pazienti ricoverati maggiore, tuttavia, è a Messina, dove a fronte di 16 casi positivi complessivi ne sono ricoverati 13, la quasi totalità, mentre i restanti si trovano in isolamento.

In attesa che le misure per contenere l’emergenza adottate dal governo diano i loro frutti, l’andamento dei contagiati in Sicilia continua a crescere in maniera esponenziale, con 45 nuovi positivi al virus nella sola giornata di oggi. Tuttavia, se si guarda al numero di contagi per provincia, ci si rende conto che il contagio del virus prosegue in maniera ondulatoria, con dei picchi in alcune giornate a cui fanno seguito dei cali. Anche in questo caso, la provincia etnea si presta a essere un chiaro esempio. Nel Catanese, infatti, si registra il picco più alto di casi positivi (23) in un giorno in Sicilia, toccato sia nella giornata di oggi, mercoledì 18 marzo, che tre giorni fa, ma anche numeri più bassi, come i soli cinque casi riscontrati il 16 marzo.

 

Come mai a Catania e dintorni i casi sono più numerosi rispetto al resto della Sicilia? Le ragioni sono certamente molteplici. Il numero di contagi da Covid-19, infatti, non va rapportato solo in base alla popolazione. La presenza di numerose grosse aziende nell’hinterland di Catania, il numero di tamponi, la presenza del secondo aeroporto più grande del Sud Italia sono tutti fattori che  potrebbero aver influito sul numero di casi in terra etnea. Tuttavia, un altro fattore potrebbe venire da una certa noncuranza dei catanesi nelle indicazioni date. Già nei giorni scorsi, infatti, diversi casi di indisciplinatezza e infrazione della quarantena sono saltati all'”onore” delle cronache nazionali, come gli sfottò a Conte (“Abbiamo sconfitto il virus, Conte ci fa un baffo”),  anche se è altrettanto vero che accanto ai pochi casi del genere moltissimi catanesi stanno rispettando le indicazioni fornite, adeguandosi al resto d’Italia.

Del resto, anche nella sregolatezza i catanesi non sono soli. Nell’ultima settimana, dall’11 al 18 marzo, secondo i dati forniti dal Viminale, le forze dell’ordine hanno denunciato circa 44 mila persone, tra violazioni del Dpcm e dichiarazioni false. Molto più, in sostanza, degli attuali casi positivi al coronavirus.

In merito alle oscillazioni dei contagi, tuttavia, è necessario specificare che quelli comunicati dalla Regione Siciliana sono solo i casi positivi noti sulla base dei tamponi effettuati. Diversamente dalla Corea del Sud, infatti, che nel fronteggiare il coronavirus ha effettuato dei tamponi a tappeto, in Italia dal 26 febbraio i test si fanno soltanto ai soggetti sintomatici e alle persone entrate in contatto coi pazienti positivi. In questo modo, tuttavia, non è esclusa la possibilità che alcuni soggetti asintomatici ma che potrebbero trasmettere il virus ad altri sfuggano al calcolo complessivo.