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Coronavirus: mutui e versamenti fiscali, cosa cambia col nuovo decreto

Giuseppe Conte Decreto
Appena venuto alla luce, il nuovo decreto "cura Italia" è oggetto di attente riletture. Tra le misure previste, inoltre, sono da attenzionare maggiormente quelle fiscali.

È stato varato da pochissimo il nuovo decreto di marzo, soprannominato affettuosamente “cura Italia“. Al suo interno, vi sono molteplici misure che vedono interessati tanti aspetti, tra i quali il lavoro, gli ammortizzatori sociali, infine il fisco.

Ed è proprio al riguardo del fisco che occorre focalizzarsi: sono previste, infatti, delle manovre straordinarie che agevoleranno la situazione di moltissimi italiani bloccati a casa, senza poter lavorare. Si parta da tutti gli adempimenti fiscali: sono stati sospesi quelli previsti tra lo scorso 8 marzo, fino al prossimo 31 maggio 2020. Vengono così sospesi anche i relativi controlli, e accertamenti al riguardo.

Ma non sono solo gli adempimenti fiscali ad essere sospesi: lo sono anche i versamenti. In particolare, vengono messi in pausa i premi assicurativi obbligatori, così come i contributi assistenziali, e previdenziali. Stop anche alla prossima rata dell’Iva fino al 31 maggio, con scadenza della rata attuale il prossimo 20 marzo. L’importo dovuto potrà essere pagato in un secondo momento, in un’unica soluzione o in cinque rate di egual cifra.

Stop, infine, alle rate del mutuo della prima casa: ma solo per i lavoratori autonomi o liberi professionisti che siano in grado di certificare che, dallo scorso 21 febbraio, abbiano fatturato un calo del 33% rispetto a quello dell’ultimo trimestre del 2019 a causa del fallimento o delle restrizioni delle proprie attività, dopo le disposizioni date per fronteggiare l’emergenza Covid-19.


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