Alza la voce

“Per il coronavirus negato il mio diritto allo studio”: la denuncia di una studentessa-atleta

"Alza la Voce", la rubrica dedicata agli studenti che vogliono denunciare problemi all'interno dell'Ateneo torna a colpire: si riporta la segnalazione di una studentessa.

Il Coronavirus ha generato anche per l’Università di Catania una serie di misure precauzionali atte a prevenire il contagio. Tra queste, anche la sospensione delle attività di tirocinio e viaggi d’istruzione fuori dal territorio regionale. Un inconveniente che ha utilizzato non pochi problemi a Federica, studentessa-atleta iscritta all’Università di Catania ma residente a Reggio Calabria, dove gioca per una squadra di pallavolo femminile.

Federica, a pochi passi dal completare gli studi, è stata colta alla sprovvista dall’emergenza Coronavirus e dalla circolare pubblicata nei giorni scorsi dall’Università di Catania, che rischia di compromettere momentaneamente il suo proseguimento degli studi. Pubblichiamo, qui di seguito per la nostra rubrica Alza la voce, la sua segnalazione.

“Capisco il Coronavirus. Capisco il dover rispettare standard e protocolli vari… Ma non capisco una cosa fondamentale: la negazione del diritto allo studio, per causa delle misure d’urgenza prese in tal senso. Io sono una studentessa atleta da 6 anni, iscritta all’Università degli studi di Catania, a cui pago fior fior di tasse in maniera sempre impeccabile e puntuale. Mi sono sempre trovata bene perché l’università mi concede di studiare e giocare con delle agevolazioni in termini di esami e di frequenza alle lezioni grazie all’articolo 27 dello statuto della mia università.

Il suddetto articolo consente agli studenti lavoratori e agli studenti atleti di godere di tali ‘aiuti”’che consistono nel poter accedere agli appelli riservati ai fuoricorso e di essere esentati dal frequentare le lezioni con una percentuale maggiore rispetto a quella generalmente consentita allo studente iscritto normalmente. Questo significa che giocando, nel caso specifico, a Reggio Calabria, mi consentono di fare la tesi in loco, dopo aver fatto convenzionare l’azienda con una serie di moduli e scartoffie, consegnati facendo su e giù Reggio-Catania e viceversa, spendendo soldi e tempo prezioso, tolto allo studio delle mie ultime sei materie e togliendomi anche il sonno.

Oggi stavo per mandare l’ultimo modulo per iniziare la tesi sperimentale in azienda a Reggio col mio tutor aziendale. Mentre stavo per mandare il tutto però, il segretario che si occupa di tutto ciò, persona per bene e disponibile come poche, ha pensato che fosse opportuno girarmi la circolare arrivata nel suo ufficio”.

La circolare in questione prevede la momentanea sospensione di “viaggi di istruzione sia sul territorio nazionale che estero, così come lo svolgimento di tirocini curriculari ed extracurriculari fuori dal territorio regionale”. La misura precauzionale comprometterebbe quindi il regolare svolgimento del percorso formativo di Federica, che adesso chiede a gran voce una soluzione al suo problema.

Università di Catania