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TEDxCatania, un turbinio di idee e di emozioni: “Scoprire il coraggio di cambiare la propria vita”

Idee, emozioni, condivisione e connessione: questo e tanto altro ha caratterizzato il TEDxCatania. Al centro di ogni talk, il cambiamento: personale o professionale, piccolo o grande, inaspettato quanto inseguito è la chiave di lettura di tutte le esperienze raccontate sabato sul palco del centro fieristico Le Ciminiere. Ecco il report dell'evento.

Ognuno di noi nel corso della propria vita ha sempre dovuto affrontare delle sfide più o meno grosse, più o meno inaspettate che hanno stravolto il nostro ordine e il nostro equilibrio. Le difficoltà, le sfide e le scelte fanno parte delle nostre vite ma è sempre toccato a noi capire e decidere che strada prendere per cambiare il nostro percorso, per crescere, imparare e migliorarci. Cambiare richiede fatica, significa superare i nostri limiti, uscire dalla nostra zona di comfort per aprirsi al nuovo, invertire rotta e riscrivere la vita, spesso in un modo completamente diverso da come l’avevamo immaginata. Cambiare significa affrontare le nostre resistenze, le nostre paure per inseguire ciò che può renderci felici quando non lo siamo più. Ogni cambiamento per questo richiede coraggio e determinazione. Queste sono le caratteristiche che hanno accomunato tutti e 16 i talks ascoltati sabato 19 ottobre al primo TEDxCatania.

 

Nel palco delle Ciminiere di Catania, si sono alternati 16 brillanti speaker, portatori di idee innovative estremamente diverse fra loro, ma tutti caratterizzati da esperienze professionali e di vita, il cui elemento analogo è appunto il cambiamento. Per  Ciro Greco, primo speaker a salire sul palco ed esperto di intelligenza artificiale, il cambiamento della sua vita professionale sta nel rendere il Machine learning  più “umano”, nel senso di più simile al modo di pensare dell’essere umano; mentre per Giampaolo Pitruzzello, giovane ricercatore ed ex allievo della Scuola Superiore di Catania il cambiamento nella sua esperienza professionale sta nel trovare uno strumento diagnostico veloce e nuovo che permetta di riconoscere i batteri e prescrivere il giusto antibiotico.

Terza speaker a salire sul palco è stata Muni Sigona, mamma di un giovane neurodiverso di nome Toti, per il quale ha deciso di creare “La casa di Toti”, primo albergo etico della Sicilia. Il cambiamento di Muni e la scelta di aprire questa impresa sociale nasce da un vero e proprio sogno che nei prossimi mesi si appresta a diventare realtà. “Sono stata ispirata da Toti e dalle sue esigenze – spiega Muni Sigona ai microfoni di LiveUnict – la voglia di creare un mondo per lui e per i suoi amici, perché purtroppo vengono molto emarginati dalla società e l’unico aiuto che si ha fino ai 18 anni è la scuola, poi è tutto a carico delle famiglie. Quindi ho deciso di rigenerare la mia villa nel primo hotel solidale di Sicilia per dare loro la possibilità di essere impegnanti in un lavoro. I ragazzi potranno abitare lì, perché noi genitori non siamo eterni.

 

La nostra più grande preoccupazione è che questi ragazzi possano essere messi dentro a degli istituti dove comunque le attività sono limitate, invece la mia idea nasce per permettere loro di vivere in cohousing, sviluppare le loro autonomie e gestire un’impresa sociale per me è una grande speranza perché possono migliorarsi e sentirsi utili grazie a un turista da un cuore grande. I ragazzi saranno impegnati anche in stage nelle aziende oltre che gestire l’hotel e in barca, struttureremo così il loro tempo. Infine, apriremo le porte all’università per permettere agli studenti di fare tirocinio da noi e fare esperienza, toccare con mano anche questa realtà.”

Dopo il toccante discorso di Muni, Adriano Aiello, clown di professione formatosi a contatto con Patch Adams ha infiammato il palco portando la sua contagiosa risata. Il potere del sorriso, il contatto umano fisico ed emotivo, l’amore per se stessi e la ricerca della felicità sono stati i temi principali della sua performance. “Il cambiamento più importante che è avvenuto nella mia vita – racconta Aiello a LiveUnict – è ritornare alla vera e unica idea nuova, che in realtà è vecchia quanto l’uomo, cioè l’amore. Amore in circolo. Non è possibile che questa società sia così come la vediamo, c’è qualcosa che non sta funzionando. E quando mi sono accorto di questo ho capito nel mio piccolo di dover fare qualcosa.

La clownterapy nasce perché quando studiavo all’Università un giorno mi è arrivata una lettera ma io non avevo fatto nessuna domanda. Una lettera che veniva da Ibiscus, che mi chiedeva se volevo fare un corso con l’associzione Aido. Questa lettera l’ho tenuta per due anni ferma nella scrivania. Dopo aver visto il film di Patch Adams con Robin Williams mi è scattato qualcosa. Siccome io sono uno cocciuto, poi sono andato a conoscere Patch, ho lavorato con lui e mi ha insegnato tanto. Ho iniziato a vedere la vita in modo diverso.

“Ci stiamo chiudendo sempre più –sostiene ancora Aiello, parlando della società odierna – oggi siamo persone sempre più chiuse, un agglomerato di isole che non si incontrano. Il problema è chiedersi anche se il mondo va così, ma io cosa voglio, cosa è che mi rende felice. Siamo nell’era della massima comunicazione e della minima capacità di relazione. Riprendere il contatto con le persone cambia davvero le cose.

 

A seguire un’altra idea innovativa è stata portata dall’ingegnere Giovanni Tula che assunto la leadership del team di Innovazione e Sostenibilità di Enel Green Power. Il cambiamento nel discorso di Tula si è riassunto nella totale transizione ecologica della produzione industriale. Il passaggio dalle energie non rinnovabili a quelle rinnovabili oggi è veramente possibile in termini ci costi e competitività. Per risolvere il cambiamento climatico è bisogna convertire l’economia e i processi produttivi usando interamente le energie rinnovabili, ma per questo occorre che sia il consumatore che nella scelta di acquistare un bene, come una semplice birra ponga attenzione sulla fonte energetica necessaria alla sua produzione.

Il cambiamento sta anche nel trasformare una passione nel proprio mestiere, come nel caso di Mirko Manetti che ha fatto dell’improvvisazione teatrale il suo mestiere, impressionando il pubblico anche sul palco di Tedx. Il cambiamento è anche impegnarsi per rendere migliore, più vivibile la propria città. Riqualificare quartieri, creare legami con le comunità e fare rete: questo è quello che ha fatto Delia Valastro, giovane laureanda di Ingegneria Edile e Architettura che ha fondato l’associale Whole Urban Regeneration, portando avanti diversi progetti nei quartieri periferici e nelle scuole della città.

Il cambiamento è anche andare oltre i pregiudizi e le errate convinzioni popolari per scoprire che l’acqua del rubinetto è spesso più sicura di quella in bottiglia di plastica, e sicuramente più ecologica. Questa la tematica del talk di Manuela Conci, microbiologa e Presidente dell’organizzazione no profit “Microb&Co” che ha dato vita a campagne di sensibilizzazione, di informazione e divulgazione scientifica soprattutto sui microorganismi dell’acqua del rubinetto.

Cambiare può significare anche trovare un nuovo modo per rendere interessante ai giovani la fruizione e la comunicazione dei beni culturali, dei siti archeologici e dei musei. Questo è quello che ha fatto Luna Meli, storica contemporaneista e fondatrice dell’applicazione Sicily Histories che mette insieme gamification e storytelling per rendere unica la visita dei luoghi d’interesse in Sicilia. Cambiare è anche ripensare un’idea che per molti oggi ha perso il suo valore, come l’Europa e la cittadinanza europea, al centro del talk di Maria Antonia Panascì, dottoranda in Diritto dell’Unione Europea presso la Durham Law School che ha portato a riflettere sull’importanza e sull’impatto che l’Unione Europea ha nelle nostre vite, ma sottolineando l’esigenza di una riforma di alcuni suoi aspetti sociali, verso una vera e reale uguaglianza delle persone.

Con un brano musicale suonato al pianoforte, si è aperto il talk di Emiliano Toso che a un certo punto della sua vita ha deciso di fondere la sua professione, la biologia molecolare, e la sua passione, ovvero la musica, ricordandoci che scienza e arte possono unirsi, cosi come razionalità ed emotività nell’essere umano.

“Tutto è successo in modo molto forte quando ho compiuto 40 anni – spiega Toso, parlando delle origini del suo cambiamento – quando ho deciso di volermi fare il regalo più bello della mia vita. Fino ad allora io ero solo un biologo, nessuno sapeva che a casa avevo un pianoforte e ho deciso di fare un disco che racchiudesse le mie canzoni per condividerle con gli altri. È successo tutto in un momento, quando sono uscito dalla doccia con quell’idea, poi l’Universo mi ha dato tutti gli strumenti che mi servivano per fare un disco. Tutto questo mi ha trasportato in un nuovo viaggio dove potevo unire le mie passioni e ho iniziato a studiare gli effetti della musica sulle nostre cellule. È stata una scintilla, la ricordo come se fosse oggi, ma da quel momento tante altre scintille sono venute e tutto attorno a me si è mosso.”

“Ho condiviso la mia musica in ospedali, scuole e – racconta ancora Toso – ho sempre sentito che per farlo dovevo essere a piedi scalzi per sentirmi unito con le persone con cui dovevo condividere. Ho suonato su un lago, dentro una grotta così come in reparti di terapia intensiva, tutto questo mi ha aperto una nuova prospettiva di vita in cui vedo il mio corpo non soltanto dal punto di vista analitico dello scienziato ma più integrato con mondi profondi. Quando ero solo scienziato, le emozioni dovevano restare fuori dalla porta.”

A seguire un altro ospite atteso, il comico Roberto Lipari non ha deluso il pubblico, rivolgendo l’attenzione della sua performance sulle fake news e sui “analfabeti funzionali” che non sanno distinguere il vero dal falso sul web. Tra una battuta e l’altra, il comico che ha appena lanciato nelle sale il film “Tutt’apposto” ha rivelato che il cambiamento della sua vita è stato proprio quello di dedicarsi alla comicità, abbandonando gli studi in Medicina intrapresi per tre anni.

In un mondo in cui tutto ormai gira attorno ad algoritmi, sistemi informatici e di intelligenza artificiale, cambiamento significa anche digitalizzazione delle imprese e del territorio. È di questo che ha parlato Elisa Fazio che ha fondato la startup “Flazio.com”, ed è impegnata nel progetto “Punto Impresa Digitale” di Unioncamere all’interno della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, al fine di accompagnare e supportare le imprese nella trasformazione digitale all’interno del Piano Nazionale Impresa 4.0, varato dal governo per dare vita alla quarta rivoluzione industriale in Italia. Un’altra giovane donna, Martina Rogato, laureata in Scienze della Comunicazione ma adesso nel settore della Corporate Social Responsibility e sostenibilità, ha portato la sua esperienza in un talk dalla forte carica motivazionale, raccontando la sua esperienza di cambiamento professionale e soprattutto di vita, la capacità di reinventarsi e di sopravvivere attraverso alcune regole agli imprevisti della cosiddetta “società liquida”.

Alberto Fontana, in arte Naska, youtuber nel mondo del Motorsport ha raccontato tramite la sua esperienza personale come uscire dalla comfort zone e fare cose inaspettate, fuori dal corso della nostra “vita normale” possano realmente aprirci la strada a nuove occasioni ed opportunità. Anche se inizialmente non capiamo l’importanza né il significato di alcune esperienze ed incontri che facciamo, più avanti nel tempo se “mettiamo insieme questi punti che abbiamo creato tutte le volte che abbiamo superato i nostri limiti, tracceremo un disegno completo”, che altro non è che la nostra vita.

Infine, l’ultimo talk ha visto protagonista Giovanni Cipolla, protagonista dell’impresa “A Pechino col Pandino”, diventata virale sui social. Seppur ironica all’apparenza, l’esperienza di viaggio affrontata dal giovane ingegnere si è risolta in una vera esperienza di vita, di arricchimento personale e di riscoperta di alcuni dei valori più alti dell’essere umano: la gentilezza, l’accoglienza e l’amore verso il prossimo.

Un’occasione per conoscere, imparare, confrontarsi e riflettere. Una giornata all’insegna dell’entusiasmo, un “turbinio” di idee e di emozioni condivise in uno spazio comune, dove interlocutori e pubblico si sono sentiti parte di un unico corpo. Un’atmosfera avvolgente e pervasiva di apertura, scambio e connessione umana è quello che ha reso grandioso il TEDxCatania.

Sofia Nicolosi

Sofia Nicolosi nasce a Catania il 16 settembre 1997. Laurenda in Relazioni internazionali, sogna di poter avere un futuro nel giornalismo e nella comunicazione in ambito europeo e internazionale. Dopo la scrittura e lo storytelling, le sue grandi passioni sono i viaggi e lo sport. Tra i temi a cui è più legata: i diritti umani e i diritti sociali, l'uguaglianza di genere e la difesa ambientale.
Contatti: s.nicolosi@liveunict.com

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