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Concorsi universitari truccati, il padre di Norman Zarcone: “Mi vergogno per voi”

Il figlio Norman si era suicidato nel 2010, all'età di 27 anni, in segno di protesta e ribellione contro il sistema universitario corrotto.

Dopo la bufera che ha travolto l’Università di Catania e numerosi altri atenei italiani per lo scandaloso modo in cui sarebbero stati gestiti i concorsi per ricercatori e professori, arrivano anche le parole di Claudio Zarcarone, padre di Norman Zarcone, il dottorando palermitano che nel 2010, all’età di 27 anni, si lasciò cadere da una finestra della facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, togliendosi la vita per protesta e disperazione nei confronti di un sistema universitario che non premia i più capaci ma solo quelli che hanno già il posto assicurato.

“Ma davvero una giovane vita innocente non vale più niente? Ma davvero la memoria è diventata un esercizio sterile, privo di riferimenti ai fatti, ai gesti? – scrive il genitore, che se la prende anche con i media – Dopo quello che è successo nelle università di tutt’Italia, dopo quello che è successo in queste ore a Catania (operazione che coinvolge lo stesso Rettore), è mai possibile che nessun telegiornale, nessun articolo abbia avuto il buonsenso, il pudore, la decenza di ricordare Norman Zarcone?

Un giovane brillante, con lode, che ha donato la propria vita per denunciare una vergogna molto italica che attanaglia quello che dovrebbe essere il “Tempio del Sapere”. Ma davvero l’anomia e il disimpegno hanno preso il sopravvento nella nostra società?

Mi vergogno per voi”, conclude firmandosi.