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Due morti per morbillo: la Sicilia è la regione più colpita d’Italia

Altri due morti in Italia a causa del morbillo che si aggiungono ai quattro precedenti. Questi ultimi casi riguardano entrambi la Sicilia.

La Regione Sicilia ha segnalato due decessi per il morbillo nell’Isola. I due casi sono stati registrati nella provincia di Agrigento e di Caltanissetta: si tratterebbe di due persone adulte di 51 e 29 anni, entrambe non vaccinate e gravemente a rischio e una affetta da Aids. La causa del decesso è stata una grave insufficienza respiratoria e/o arresto cardio circolatorio, secondo gli esperti dell’Iss. Sembrerebbe che entrambe fossero in condizioni critiche al momento del ricovero anche se il decesso è dovuto alle complicanze da morbillo.

Secondo gli ultimi dati, la Sicilia sarebbe la regione italiana più colpita dal morbillo: dei 2.248 casi di morbillo registrati da gennaio ad agosto, 1.116 casi riguardano la nostra isola. La maggior parte non era vaccinata al momento del contagio e la metà di questi è stata ricoverata.

Nonostante ciò, l’Asp di Palermo ha dichiarato che nel 2018 la copertura vaccinale relativa al morbillo nella città supera il 90%. Lo scorso anno si è infatti registrato un aumento delle vaccinazioni, soprattutto per morbillo, rosolia, parotite e varicella. Anche i “richiami” di difterite, tetano, polio e pertosse hanno avuto un importante aumento e in generale la copertura vaccinale è in crescita.

Tuttavia la sensibilizzazione alle vaccinazioni resta fondamentale, soprattutto per prevenire l’insorgere di malattie nei piccoli pazienti ma anche per i più grandi. Gli stessi operatori sanitari sono spesso contagiati e proprio in merito al vaccino per il morbillo il ministro Grillo ha sottolineato la necessità dell’obbligo, anche se potrebbe non rivelarsi sufficiente.

L’aumento di coperture che l’obbligo ha prodotto nelle generazioni dei nuovi nati non ha interrotto la diffusione della malattia” ha affermato il ministro, aggiungendo che “l’eliminazione del morbillo richiede l’attuazione di un complesso di interventi, descritti in un Piano già disponibile e che è stato tuttavia colpevolmente dimenticato dal 2011, oltreché non finanziato“.

Il ministro insiste anche sulla vaccinazione degli operatori sanitari e sul miglioramento della comunicazione sociale, affermando di avere l’intenzione di aggiornare il Piano Morbillo e di insistere sulla promozione di iniziative concrete a livello nazionale e regionale.

L’emergenza morbillo continua quindi ad essere molto alta: questi ultimi due casi portano a sei il numero dei decessi dall’inizio dell’anno, due in più rispetto al 2017. L’anno scorso si registrarono 5.000 casi di contagio solo nel territorio italiano, mantenendo il Paese tra le nazioni europee più colpite, secondo solo alla Romania. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato una rapida ascesa dei contagi dal 2016, dato che sottolinea la necessità di intervenire tempestivamente.