Società

Tra social e “sexting”, come è cambiata la sessualità tra i più giovani

Sessualità e adolescenza: un binomio da sempre legato, nella sfera quodiana e negli studi scientifici. Ma come è si è evoluto questo rapporto nell'era dei social?

“L’amore ai tempi dell’USB”, “Cybersex”: sono questi, tra slogan e parole chiave, i termini in cui si definisce la sessualità dei più giovani, teenager soprattutto, in una fase storica ormai dominata da Internet. Per decifrare questo rapporto – complesso o meno – tra i giovani e la sessualità interattiva, sono stati condotti recenti sondaggi da portali come “DoxaKids” e “Telefono Azzurro”, riportati in seguito sulla rivista Focus. Il campione analizzato è costituito ovviamente da adolescenti: da quelli che hanno parlato per sé a quelli che si sono basati su esperienze d’altri o sull’intramontabile “per sentito dire”.

Tramite Internet, è sempre più facile, per chiunque sia dotato di una connessione, avere accesso a contenuti pornografici a libera fruizione. Proprio questi ultimi risultano uno dei veicoli più gettonati per l’approccio alla sessualità, con oltre il 40% degli intervistati che ha dichiarato di conoscere qualcuno che ne fa uso abituale – nella maggior parte dei casi si tratta comunque di maschi. Anche se frutto della curiosità, il porno continua ad essere uno tra i primi riferimenti per la sessualità di un adolescente.

I social, invece, hanno dato piede libero al “sexting”, una pratica che sembra coinvolgere anche i più grandi, favorita appunto dal ruolo fondamentale che app di messaggistica istantanea giocano nella vita di ogni giorno. Secondo i dati in esame, il 17% degli adolescenti conosce qualcuno che divulga contenuti sessuali via telefono con amici o con il proprio partner. Inoltre, solo una minoranza tra i teenager si dichiarerebbe infastidita o proverebbe vergogna in tale situazione: oltre il 60% infatti, prova piacere, curiosità o divertimento.

Oltre le app di comunicazione, una menzione in merito spetta anche a quelle applicazioni di incontri, frutto di portali o siti accessibili anche sul web. In questo caso, la percentuale dei fruitori – tra gli adolescenti – rasenta il 15%: il valore si divide ulteriormente tra coloro che ricercano un semplice contatto sessuale e chi invece prova ad instaurare autentiche relazioni a distanza, nella maggior parte dei casi partendo solamente dalle foto che l’utente pubblica sul sito o portale di riferimento. Per le relazioni, in ogni caso, rimangono ancora in pole i social network: Facebook e Instagram, eredi dell’ormai nostalgico MSN, su cui si intraprendono contatti destinati, ostacoli permettendo, a continuare anche nella realtà.

A conti fatti, gli esperti rimangono comunque convinti che, almeno per i teenagers, la sessualità riesca a mantenersi viva grazie al contatto, data la pluralità di luoghi e circostanze in cui è possibile incontrare il proprio partner e condividere momenti. Tendenza accompagnata anche dall’idea che la maggior parte di essi continui a preferire il contatto reale alla dimensione virtuale, anche per le insidie che quest’ultima nasconde.

Da TWITTER

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