Società

Esordio Bitcoin sui mercati: subito “boom” della valuta virtuale

Dal Web al debutto sui mercati: ecco la mossa a sorpresa del “bitcoin”. Ma cosa sono? E soprattutto, quali sono i motivi di questa “febbre da bitcoin”?

Inventata nel 2009 da un anonimo sviluppatore, noto a tutti con il pseudonimo di Satoshi Nakamoto, il bitcoin è una moneta elettronica, che fa affidamento alla rete Bitcoin. Il valore della valuta virtuale è determinato dalla leva domanda-offerta: il database tiene conto delle transazioni di queste monete, sfruttando la crittografia per gli aspetti funzionali. Un altro aspetto importante è che i bitcoin possono essere trasferiti – in modalità anonima – su Internet, verso chi possiede un indirizzo bitcoin, per poi salvarli nei cosiddetti “portafogli digitali“.

Tuttavia, il sistema dei bitcoin è rimasto celato – o meglio, non tenuto in conto – dall’economia mondiale. Questo, fino ad oggi: quando, alla borsa di Chicago, sono stati lanciati i primi futures (contratti a termine negoziabili in borsa) proprio sui bitcoin. La Cboe (Chicago Board Options Exchange) ha dato via alle contrattazioni questa domenica, 10 dicembre alle 17 (verso mezzanotte in Italia), con un prezzo di 15 mila dollari (equivalenti a 12.720 euro); ma già alle 7 dell’11 dicembre, in Italia, il bitcoin veniva scambiato per 17.900 dollari (15.187 euro), saltando verso un rialzo storico del 24,4%. In questo momento, il bitcoin ha avuto un rialzo netto del 23,3%.

I futures sul bitcoin parlano chiaro: in questo caso, si sta scommettendo sul valore della criptovaluta al 17 gennaio 2018, data di scadenza dei futures. E proprio questi contratti a termine hanno creato dei prezzi ufficiali, causando un forte incremento del valore del bitcoin, alla quale è stato necessario interrompere per due vole le contrattazioni: la prima (un’interruzione di 2 minuti) all’aumento del 10%; la seconda (di 5 minuti) alla cosiddetta “fiammata” che ha portato all’aumento del 20%.

Un incremento che negli ultimi 12 mesi ha piantato i semi della fiducia per questa moneta virtuale. Infatti, già da tempo a Torino, la società che gestisce il progetto di Rinascimenti e SellaLab hanno deciso di sperimentare l’impatto del bitcoin sulla società, dando via ad un rapporto di intesta con Chainblock, nata dalla mente di Francesco Pecoraro. La società è stata la prima a progettare un bancomat bitcoin in Italia: un bancomat che, da Torino, arriva pure a Milano, Firenze, Roma e, tra poco, arriveranno anche a Sanremo e ad Alba. L’intento della società di Pecoraro è quello di portare questi bancomat all’interno di esercizi commerciali.

Samuele Amato

Studente di Filosofia, classe 1997, Samuele Amato è appassionato di cinema, musica, viaggi, storia e giornalismo, il ché lo ha spinto a intraprendere, dopo il diploma in Informatica e Telecomunicazioni, questo percorso con LiveUnict. Con gli ideali della libertà e del cosmopolitismo, Samuele ha l'obbiettivo di voler dare un contributo come giornalista e - si spera - come insegnante.