
Uno studio condotto nell’Università di Toronto ha evidenziato che dire bugieè sintomo di intelligenza, perché per raccontare il falso bisogna utilizzare dei processi cognitivi molto complessi. Dall’indagine è infatti emerso che alcuni bambini iniziano a dire bugie già a due anni, mentre a quattro anni le racconta il 90% di essi. Raccontare fandonie è un percorso naturale di crescita ma secondo lo studio è anche sinonimo di un grande potenziale intellettivo del bambino. Tralasciando i bimbi, come fare per scoprire un adulto grande e vaccinato che sta mentendo spudoratamente?
Secondo gli esperti di Reader’s Digest, questi sono i sette quesiti che dobbiamo porci per capire se il nostro interlocutore sta mentendo o no.
1.Com’è la persona che parla? Il nervosismo, la tendenza a “mangiare” le parole e la velocità del discorso potrebbero essere sintomi di grandi bugie.
2.Chi è il soggetto del discorso? Di solito i bugiardi non parlano in prima persona, ma usano parole generiche o costrutti impersonali.
3.Il suo volto è espressivo?A volte una persona troppo sicura sta nascondendo qualcosa. Dietro una maschera inespressiva può celarsi una grossa bugia.
4.La persona sorride?Un sorriso tirato o forzato potrebbe essere un campanellino d’allarme, attenzione alle espressioni facciali.
5.Il linguaggio del corpo racconta la storia?Spesso chi mente non accompagna in modo corretto la narrazione con i gesti.
6.La persona si comporta in modo strano?Gli sbalzi d’umore, secondo gli esperti, evidenziare una bugia. Attenzionate dunque il tono di voce. Secondo lo studio, chi mente lo alza all’improvviso.
7.La domanda è semplice o imbarazzante?Distogliere lo sguardo dopo una domanda imbarazzante è normale, ma quando una persona evita di guardare negli occhi il suo interlocutore è perché ha qualcosa da nascondere.
Ecco sette validi consigli per provare a smascherare chi sta cercando di mentirci. Ma si sa, esistono veri e propri professionisti del “mestiere”. I consigli che avete appena letto sono validissimi, ma riusciranno a battere anni e anni di esperienza dei “pinocchio” che ci circondano?
Fonte: www.benesserevillage.it
















