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Vi dichiaro marito e …marito

Dal Papa alle Femen, passando per la Francia, il fenomeno è sempre più attuale. Da che parte vi schierate? Rispondete al Sondaggio!

Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda e Danimarca. Sono ben 8 i paesi che hanno legittimato il matrimonio gay in Europa. Tralasciando il resto del mondo, come mai in Europa non c’è unità d’intenti? Perché la stessa Unione Europea ha lasciato libertà ai legislatori nazionali, quindi non resta altro che affidarsi alla sentenza del popolo! Ci sono due schieramenti uno pro e l’altro contro, conosciamoli meglio:

-Da un lato si erige la figura eminentissima del Papa, noto per aver dichiarato non troppo tempo fa che i gay sono “una ferita alla giustizia e alla pace” e “un’offesa contro la verità della persona umana”;

Dall’’altro la comunità gay che da qualche tempo chiede un’approvazione dei diritti che gli spettano, coadiuvati domenica scorsa da quattro giovani donne del gruppo “Femen” che hanno sfilato a piazza San Pietro sotto il balcone del Papa in topless sfoggiando in soprarilievo le scritte “we trust in gay” “shut up” sul loro corpo ignudo;

In Francia, nella stessa domenica, in parallelo c’è stata una manifestazione contro la volontà del presidente Hollande di legittimare il matrimonio e le adozioni gay. Hanno sfilato decine di migliaia di cittadini (300 mila al massimo secondo la polizia, 800 mila secondo gli organizzatori), una protesta molto tranquilla.

A tutto ciò è giusto aggiungere che di recente anche la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito, stavolta riguardo a un caso di affidamento esclusivo all’interno di una famiglia dove la madre del minore convive con un’altra donna. Il padre, di fede islamica, ha subito fatto ricorso all’ultima istanza di giurisdizione affermando che: “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. La Cassazione ha respinto il ricorso motivando che: “non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. Immediata la replica del Vaticano: “Non si può costruire una civiltà attraverso le sentenze dei Tribunali” e “Non tocca a un Tribunale dire quale sia la situazione ottimale per un bambino”. Addirittura qualcuno si è sentito di interpellare la Costituzione, sostenendo che con tale sentenza sia stato violato il precetto dell’art 29 che riconosce nella famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna la società naturale nella quale crescere i figli.E’ vero, che in Italia è considerato violazione all’ordine pubblico il riconoscimento dei gay, ma esplicitamente non è scritto da nessuna parte!

Ripercorrendo i fatti del mondo, sappiamo che in alcuni Paesi dell’Asia e dell’Africa l’essere gay anzi la mera presunzione è sufficiente per costituire una forma di reato punita con la lapidazione seppur gli accusati siano dei minori, dei bambini di poco più di 10 anni.

E il popolo che ne pensa?Secondo i sondaggi il 59% è contrario alle nozze gay contro il 40% favorevole. I primi difendono il patrimonio della famiglia naturale, di Gesù Cristo, in quanto sarebbe giustamente contro natura l’unione gay perché Dio ci ha creato di due sessi diversi per procreare. Tra l’altro la famiglia con ambedue i sessi esiste in qualsiasi essere vivente, se i gay fossero legittimati si romperebbe l’equilibrio naturale. I secondi, invece, non tollerano che due persone dello stesso sesso non possono essere liberi di amarsi anche nel segno del matrimonio, di vedere legittimata la loro unione in modo tale da acquisire dei diritti come compagna/o del proprio partner. Perché dovrebbero essere privi di formare una famiglia magari con dei bambini da crescere? Sono pur sempre persone come gli altri, solo che hanno un diverso orientamento sessuale e non per questo meritano la discriminazione o la persecuzione.

 

A proposito dell'autore

Elisa Pagana

Elisa Pagana nata a Bronte (Ct) il 05/09/1991 studentessa di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Catania. Fin da piccola il carattere molto estroverso e vivace l'ha portata ad occuparsi di animazione. Appassionata di sport, cultura, viaggi e lingue. Amante della lettura e scrittura. Oltre a collaborare con liveunict, partecipa ogni anno a stage internazionali a sfondo giuridico.