Anche la seconda giornata di Etna Comics è stata caratterizzata dalla presenza di grandi ospiti, non solo del mondo del fumetto ma anche del cinema. È il caso di un giovane attore, già affermato sul piccolo e grande schermo, come Matteo Oscar Giuggioli, noto per aver interpretato il personaggio di Mauro Repetto nella serie tv “Hanno Ucciso l’Uomo Ragno” che racconta la storia degli 883, la storica band degli anni ’90 fondata da Max Pezzali e dallo stesso Repetto. I fan sono già in fibrillazione in attesa della seconda stagione “Nord Sud Ovest Est” in uscita a ottobre 2026. L’attore classe 2000 ha debuttato nel 2017 con il film Gli sdraiati di Francesca Archibugi al fianco di Claudio Bisio per poi raggiungere notorietà con l’interpretazione di Tommy nella produzione Netflix Sotto il sole di Riccione. Grazie al ruolo di Mauro Repetto nella serie sugli 883 ha ricevuto il prestigioso David Rivelazioni ai Premi David di Donatello.
L’interpretazione di Mauro Repetto
Non un ruolo facile da interpretare quello di Mauro Repetto ma la prestazione di Matteo Oscar Giuggioli è stata a dir poco esemplare. Nello svolgere questo ruolo, ha voluto mostrare al pubblico chi era davvero Repetto, non solo nella veste di ballerino a fianco di Max Pezzali, come era solito vederlo sul palco o nei videoclip: “In realtà il ballo era la cosa che Mauro sapeva fare meno bene, era molto più di questo”, ha spiegato Matteo. La serie, infatti, mostra un personaggio decisivo per le sorti della band, capace di spronare l’amico e poi partner artistico Max Pezzali. Esemplare, a tal proposito, la scena mostrata in Sala Galatea nel corso dell’incontro, con Repetto che suggerisce a Max di utilizzare il loro vero linguaggio nelle canzoni, facendo nascere così uno dei primi pezzi del duo, dal titolo “Non me la menare“.
“Hanno Ucciso l’Uomo Ragno”: veicolo culturale per le nuove generazioni
Matteo Oscar Giuggioli è intervenuto anche ai microfoni di LiveUniCT, rispondendo a una domanda sul valore e sugli effetti che ha avuto la serie tv non solo sulle generazioni, in particolare, quella dei millennials, che considerano le canzoni degli 883 come dei veri e propri inni generazionali, ma anche su quelle nuove che si avvicinano alla musica di Max e di Mauro: “Ho notato una grande affluenza di giovanissimi per quanto riguarda la serie, e mi ha fatto molto piacere questa cosa. Vuol dire che la componente ‘cartoon’ e il film, alla fine, ha funzionato. È stata una mossa vincente. Quindi sì, le generazioni, ancor più dei piccoli, si sono avvicinate agli 883. Questo ti fa capire che comunque Max Pezzali riesce a parlare in maniera intergenerazionale e questa è la cosa bella”. La serie conferma, dunque, quel ruolo di veicolo culturale, non solo musicale ma che mostra tutto ciò che ha caratterizzato gli anni ’90, per poi protrarsi anche nei primi anni 2000. Matteo ha, poi, rivelato quali sono le sue canzoni preferite degli 883: “Nessun Rimpianto” e “Finalmente Tu“.












