Concorso Ministero Cultura: È stato ufficialmente pubblicato il concorso del Ministero della Cultura 2025 per 1.800 Assistenti, una selezione pubblica molto attesa che apre le porte della Pubblica Amministrazione a diplomati di ogni indirizzo. Il bando prevede assunzioni a tempo indeterminato e una distribuzione dei posti su quasi tutto il territorio nazionale, offrendo concrete opportunità occupazionali sia a chi cerca stabilità lavorativa sia a chi desidera lavorare a contatto con il patrimonio artistico e culturale italiano.
Le candidature possono essere presentate fino al 10 gennaio 2026, esclusivamente tramite il portale inPA.
Concorso Ministero Cultura, i profili a concorso richiesti
Il concorso è strutturato su base territoriale e prevede due distinti profili professionali, entrambi inquadrati nell’Area Assistenti del Ministero della Cultura. La maggior parte dei posti riguarda il profilo di Assistente per la tutela, accoglienza e vigilanza del patrimonio e dei servizi culturali, con 1.500 unità destinate a musei, aree archeologiche, biblioteche, archivi e luoghi della cultura statali. Si tratta di figure centrali per il funzionamento quotidiano degli istituti culturali, chiamate a svolgere attività di accoglienza del pubblico, vigilanza, supporto ai servizi educativi e tutela del patrimonio.
Accanto a questo profilo, il bando prevede 300 posti di Assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, una figura con competenze più tecniche e specialistiche, impiegata in attività di supporto alla conservazione, allo studio e alla valorizzazione dei beni culturali. È importante ricordare che ogni candidato può presentare domanda per un solo profilo, rendendo fondamentale una scelta consapevole in base alle proprie competenze e aspirazioni professionali.
Concorso Ministero Cultura, i posti per la Regione Sicilia
Anche la Sicilia rientra nella ripartizione territoriale del concorso, offrendo opportunità di lavoro a tempo indeterminato sul territorio regionale. In particolare, per il profilo di Assistente per la tutela, accoglienza e vigilanza del patrimonio e dei servizi culturali sono previsti 17 posti, mentre per il profilo di Assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale sono disponibili 2 posti.
Sebbene il numero complessivo sia inferiore rispetto a regioni come Campania, Lazio o Toscana, questi posti assumono un valore significativo se si considera l’enorme ricchezza del patrimonio culturale siciliano, che comprende musei, parchi archeologici, siti UNESCO e istituti di rilevanza nazionale.
Per i candidati siciliani, il concorso rappresenta quindi un’occasione concreta per entrare nella Pubblica Amministrazione senza dover necessariamente lasciare l’isola, contribuendo al rafforzamento dei servizi culturali locali e alla valorizzazione del territorio.
Tutti i requisiti di accesso
Uno degli elementi che rende il concorso Ministero della Cultura 2025 particolarmente attrattivo è la semplicità dei requisiti di accesso. È infatti richiesto il solo diploma di istruzione secondaria di secondo grado, valido indipendentemente dall’indirizzo di studio. Questo amplia notevolmente la platea dei potenziali candidati, includendo diplomati, studenti universitari non ancora laureati e giovani in cerca di un primo impiego stabile.
Restano naturalmente necessari i requisiti generali previsti per l’accesso ai concorsi pubblici: cittadinanza italiana o requisiti equiparati, maggiore età, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica e assenza di condanne incompatibili con l’impiego pubblico. Un impianto che punta a selezionare i candidati sulla base delle competenze e non esclusivamente del percorso accademico.
Concorso Ministero Cultura, le prove d’esame
La procedura concorsuale è affidata alla Commissione RIPAM, con il supporto di Formez PA, e prevede un’unica prova scritta, da svolgere in modalità digitale tramite tablet. La prova consiste in 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, con un punteggio massimo di 30 punti e una soglia di superamento fissata a 21/30.
Il test combina domande su materie giuridico-amministrative, informatiche e linguistiche comuni a entrambi i profili, quesiti specifici legati al ruolo scelto e una sezione dedicata al ragionamento logico e ai quesiti situazionali, sempre più centrali nei concorsi pubblici contemporanei. Questa impostazione mira a valutare non solo le conoscenze teoriche, ma anche la capacità di problem solving, il senso organizzativo e l’attitudine al lavoro nella Pubblica Amministrazione.
Non è prevista la pubblicazione della banca dati dei quesiti prima dello svolgimento della prova.












