
Il Rettore dell’Università di Catania, professor Enrico Foti, ha ufficialmente emanato il nuovo “Codice di condotta per la tutela della dignità delle persone e per la prevenzione delle molestie”. Il provvedimento, che entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione sul portale d’ateneo, nasce dal lavoro del Gruppo per il Gender Equality Plan (GEP) e ha ottenuto il via libera definitivo dal Consiglio di Amministrazione, previo parere favorevole del Senato Accademico.
L’esigenza di questo nuovo strumento normativo interno nasce dalla necessità di colmare le lacune del precedente Codice Etico e di Comportamento, ritenuto a tratti troppo vago. Il nuovo testo offre invece una precisa ed esaustiva esemplificazione delle fattispecie, aggiornando le definizioni di molestia sessuale, morale e atto discriminatorio. Le regole si applicano indistintamente a chiunque frequenti l’università a vario titolo: docenti, personale tecnico-amministrativo, ricercatori, studenti e studentesse, estendendo la validità delle norme sia agli incontri di persona (anche fuori dalle sedi universitarie) sia alle interazioni tramite mezzi di comunicazione digitali.
Il Codice definisce come molestia sessuale qualsiasi atto o comportamento indesiderato a connotazione sessuale – espresso in forma fisica, verbale o non verbale – che violi la dignità e la libertà della persona, creando un clima ostile, umiliante o offensivo. L’Ateneo specifica che tale condotta rappresenta a tutti gli effetti una discriminazione basata sul sesso o sull’orientamento sessuale.
Il testo elenca in modo chiaro i comportamenti inammissibili, che spaziano dagli apprezzamenti e insinuazioni sul corpo non desiderati fino alle richieste esplicite o implicite di prestazioni sessuali. Sono severamente vietati i contatti fisici intenzionali e opportuni, le promesse di carriera o di agevolazioni nello studio in cambio di favori sessuali, nonché la diffusione di materiale pornografico negli ambienti universitari. Una delle novità più rilevanti riguarda l’introduzione delle circostanze aggravanti: la disparità di ruolo o la subordinazione funzionale tra chi compie la molestia e chi la subisce comporterà un serio aggravamento della posizione dell’autore, nei cui confronti si applicheranno le sanzioni disciplinari previste dall’ordinamento.
Un intero capitolo è dedicato alla molestia morale, identificata in ogni comportamento ostile o psicologicamente persecutorio finalizzato a ledere l’integrità psicofisica della persona. In questo ambito rientrano gli atti vessatori, i rimproveri denigratori espressi anche davanti a terzi, l’isolamento forzato e l’ingiustificata rimozione da incarichi o comunicazioni di servizio. Il Codice punisce anche la sistematica svalutazione dei risultati accademici o professionali in assenza di reali criticità, così come gli atteggiamenti discriminatori legati allo stato di gravidanza, maternità o paternità.
Sono considerate molestie morali tutte le espressioni verbali discriminatorie fondate su genere, orientamento sessuale, identità di genere, origine etnica, provenienza geografica, religione, disabilità, età, opinioni politiche o condizione economico-sociale. Inoltre, l’Ateneo ha voluto blindare la sicurezza di chi denuncia, stabilendo che qualsiasi forma di ritorsione nei confronti di chi segnala un abuso o partecipa come testimone verrà considerata e punita come una molestia a tutti gli effetti.
L’emanazione del testo non si esaurisce nella sola componente sanzionatoria, ma prevede un piano strutturato di prevenzione, informazione e monitoraggio per elidere la distanza tra l’istituzione e la comunità accademica. L’Università di Catania, in sinergia con il Comitato Unico di Garanzia (CUG), si impegna a promuovere campagne di sensibilizzazione e progetti di formazione annuali per lo sviluppo del benessere organizzativo, rivolti in particolare ai responsabili delle diverse strutture.
Sul piano operativo, per le procedure formali e informali di segnalazione si farà riferimento alle Linee guida d’Ateneo e alla figura chiave della Consigliera o del Consigliere di Fiducia. Il Comune e l’Ateneo garantiranno la massima diffusione del testo tramite il sito web e affissioni fisiche nei locali universitari, assicurando che i contatti e i canali di ascolto del Consigliere di Fiducia siano accessibili a tutti. Tra gli impegni a lungo termine figura infine la redazione del Piano di Uguaglianza di Genere con cadenza quinquennale, mirato a garantire la stabilità di queste tutele nel tempo
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