Nella casa circondariale di Piazza Lanza si è scatenata nelle ultime ore una protesta di vaste proporzioni che ha fatto scattare immediatamente l’allarme rosso per la sicurezza dell’istituto penitenziario e dell’intera area circostante.
Le prime ricostruzioni indicano che circa 400 detenuti avrebbero preso parte a una violenta sommossa. La dinamica precisa degli avvenimenti e i motivi scatenanti del blitz restano tuttora in fase di accertamento da parte delle autorità , ma la situazione si è rapidamente surriscaldata.
Reparti occupati e forze dell’ordine all’esterno
Secondo i primi dettagli emersi, alcuni gruppi di reclusi sarebbero riusciti a prendere il controllo di due reparti all’interno della struttura. Nel corso dei disordini si contano già almeno cinque persone ferite, tra cui diversi agenti della Polizia Penitenziaria, per i quali si è reso necessario il trasporto d’urgenza in ospedale per le cure del caso.
All’interno delle sezioni coinvolte sono operative le unita speciali della Polizia Penitenziaria, impegnate nel complesso tentativo di ripristinare l’ordine e la sicurezza. Parallelamente, l’intera area esterna a Piazza Lanza è stata blindata e cinta d’assedio: sul posto si è concentrato un ingente dispiegamento di forze dell’ordine con pattuglie di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale a presidiare le vie d’accesso al perimetro carcerario.
Il sindacato Consipe: “Polveriera annunciata dal sovraffollamento”
Sulla gravissima emergenza è intervenuto duramente il presidente nazionale del Consipe (Confederazione Sindacati Penitenziari), Mimmo Nicotra, puntando l’indice contro le criticità strutturali del complesso catanese:
“Esprimo prima di tutto la mia totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti e portati in ospedale ai quali auguro una pronta guarigione. Ma sia chiaro a tutti: quanto sta accadendo a Piazza Lanza non è una fatalità , è la cronaca di un disastro ampiamente annunciato.
Da mesi il Consipe urla ai quattro venti che la struttura catanese è una polveriera pronta a esplodere, schiacciata da un sovraffollamento insostenibile che sfiora il 170% e da una carenza organica cronica che supera le 60 unità .
La gestione quotidiana della sicurezza è stata lasciata al sacrificio eroico del personale, abbandonato a se stesso di fronte a una popolazione detenuta sempre più aggressiva e incontrollabile, spesso caratterizzata da gravi disagi psichiatrici senza alcun supporto sanitario reale. Oggi lo Stato ha perso il controllo di due reparti a Piazza Lanza. Questa è la firma del fallimento della politica gestionale dell’amministrazione penitenziaria”.












