Categorie: Utility e Società

Bonus casalinghe 2026: di cosa si tratta e come richiederlo

Bonus casalinghe, confermato anche per il 2026 la misura pensata per favorire la formazione gratuita di donne e uomini che si occupano della casa.

Bonus casalinghe: attivo anche per il 2026 il tanto atteso bonus casalinghe,  una misura pensata per favorire la formazione gratuita di donne e uomini che si occupano della casa. Non si tratta di un vero e proprio contributo economico, ma di un’opportunità formativa per acquisire competenze utili all’inserimento lavorativo. Tutte le informazioni a riguardo.

Bonus casalinghe, di cosa si tratta

Il Bonus casalinghe è un contributo statale pensato per finanziare corsi di formazione gratuiti rivolti a chi si dedica alla cura della casa e della famiglia. A differenza di altri aiuti economici, questo bonus non prevede l’erogazione diretta di denaro ai beneficiari. Le risorse vengono infatti assegnate ogni anno a enti pubblici e privati che organizzano corsi di formazione specifici.

Ogni corso deve durare al massimo 12 mesi, coinvolgere almeno 150 partecipanti e prevedere attività sincrone e asincrone, tutoraggio e valutazione finale. Scopriamo insieme chi può partecipare. L’obiettivo è offrire strumenti utili per la crescita personale e professionale di chi partecipa.

Bonus casalinghe, requisiti

La misura potrà essere richiesta da persone da 18 ai 67 anni, a patto che:

  • si occupino della casa e dei familiari in modo abituale, esclusivo e gratuito. Infatti, il Fondo si rivolge a “persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione”;
  • siano iscritti all’assicurazione contro gli infortuni domestici presso l’INAIL e mantengano la copertura per tutta la durata del corso. L’iscrizione all’INAIL deve essere certificata e valida per tutta la durata del percorso formativo.

Bonus casalinghe, come poterlo richiedere

Per partecipare ai corsi, casalinghe e casalinghi devono rivolgersi direttamente agli enti pubblici o privati che li organizzano, cioè quelli che hanno ricevuto i finanziamenti statali. Questi enti, infatti, dal 2020 a oggi hanno gestito le attività formative grazie ai fondi assegnati per l’attuazione della misura. Nel corso del 2026, molti corsi risultano già programmati o avviati, proprio perché l’utilizzo delle risorse segue una pianificazione basata sui finanziamenti degli anni precedenti. Questo anche a causa di alcuni ritardi nell’attuazione del programma.

Per conoscere gli Enti si rimanda alla consulta del Dipartimento delle Pari opportunità. SI ricorda che i corsi verranno erogati quasi tutti in modalità telematica e prevedono attività formative settimanali, webinar, supporto continuo e valutazione finale delle competenze acquisite.

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