Il debutto tanto atteso di William Viali sulla panchina del Catania si è consumato ieri sera in un “Massimino” carico di aspettative e passione. Tuttavia, il campo ha restituito un verdetto a metà: un 1-1 contro un solido Casarano che lascia intravedere i primi segnali del nuovo corso, ma conferma anche le fragilità che il tecnico dovrà smussare al più presto.
Il racconto della sfida
L’impatto di Viali sulla squadra si è percepito sin dai primi minuti. I rossazzurri hanno approcciato il match con una verticalità ritrovata e una voglia di aggredire l’avversario alta nella propria metà campo. Il vantaggio del Catania sembrava aver messo la strada in discesa, scaldando i motori di uno stadio che non ha mai smesso di incitare i propri beniamini.
Il Casarano, però, non è rimasto a guardare. La compagine pugliese ha confermato di essere una squadra quadrata, capace di soffrire e colpire al momento giusto. Nella ripresa, un calo di tensione dei padroni di casa ha permesso agli ospiti di trovare il gol del pareggio, gelando parzialmente l’entusiasmo della piazza.
Luci e ombre del debutto
Se da un lato la manovra è apparsa più fluida e propositiva rispetto alle ultime uscite, dall’altro restano i dubbi sulla tenuta difensiva e sulla gestione dei ritmi nell’arco dei novanta minuti. Cosa ha funzionato: La reazione mentale della squadra e la ricerca costante del gioco sulle fasce. Cosa rivedere: La precisione sotto porta e la copertura preventiva sui contropiedi avversari.
Le parole del Mister
Nel post-partita, Viali ha predicato calma:
“Ho visto l’atteggiamento che cercavo, ma siamo solo all’inizio. Per costruire un’identità forte serve tempo e lavoro quotidiano. Il pubblico del Massimino merita molto di più e faremo di tutto per regalare loro la prima gioia piena già dalla prossima gara.”












