Carta nuovi nati: anche per quest’anno sarà possibile presentare domanda per ottenere il tanto atteso incentivo economico. Si tratta di un contributo economico di 1.000 euro che spetta alle famiglie con figli nati dal primo gennaio e a quelle che accolgono bambini tramite adozione o affidamento nel corso dell’anno, purché il loro reddito familiare non superi la soglia ISEE di 40.000 euro. Di seguito tutti i dettagli a riguardo e le novità con la nuova Legge di Bilancio 2026.
Carta nuovi nati, quando richiederla
Le famiglie potranno richiedere la Carta per i nuovi nati entro 60 giorni dalla nascita, dall’adozione o dall’affido del bambino. Il termine decorre dalla data dell’evento: ad esempio, se il neonato è venuto al mondo il 16 luglio 2026, la domanda dovrà essere presentata entro il 14 settembre 2026. La misura è pensata per sostenere le spese legate ai primi mesi di vita del bambino, tra cui alimentazione, abbigliamento e servizi essenziali. Invece, nei casi di adozioni, il bonus sarà valido esclusivamente per i figli minorenni, mentre le domande devono essere inoltrate rispettando lo stesso termine dei 60 giorni.
Carta nuovi nati, come richiederla
La domanda per poter beneficiare del contributo economico di 1.000 euro potrà essere fatta nelle seguenti modalità:
- online tramite il portale INPS a questo indirizzo, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS;
- utilizzando l’app INPS Mobile, selezionando la funzione “Bonus Nuovi Nati”;
- tramite il Contact Center chiamando il numero 803164 da telefono fisso o il 06 164164 da cellulare;
- rivolgendosi agli istituti di patronato.
La domanda potrà essere richiesta dai genitori dei bambini o in alternativa dai uno dei genitori:
- se i genitori non convivono, il bonus può essere richiesto da chi vive con il bambino;
- se il genitore è incapace di agire o minorenne, la domanda deve essere presentata dal genitore che esercita la responsabilità genitoriale o dal tutore.
Carta nuovi nati, le novità per il 2026
Si ricorda che con la Legge di Bilancio 2026 cambiano le regole per il calcolo dell’ISEE. Infatti, dal 1 gennaio 2026, il valore dell’abitazione principale non rientra nel patrimonio se inferiore a 91.500 euro (era 52.500 euro fino al 2025). Per chi risiede nei capoluoghi delle Città Metropolitane la soglia sale a 120.000 euro. Inoltre, viene applicato uno sconto aggiuntivo di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal secondo in poi. Inoltre, i coefficienti che servono a calcolare il quoziente familiare diventano più alti. Più è numerosa una famiglia è più alto è il coefficiente che “abbatte” il reddito, facendo risultare più basso l’ISEE finale. In particolare, per chi ha almeno 2 figli, è riconosciuta una maggiorazione di 0,10 punti (fino al 2025 non prevista). Per 3 figli la maggiorazione sale a 0,25 (prima era pari a 0,20). Aumenta anche per chi ha 4 figli a 0,40 (prima era 0,35), mentre per chi ha 5 o più figli arriva a 0,55 (mentre prima era 0,50).













