Sanremo 2026: la magia del passato sul palco dell’Ariston
Il Festival di Sanremo 2026 ha regalato uno dei momenti più emozionanti della prima serata con l’ingresso di Gianna Pratesi, ospite straordinaria della serata. Accompagnata dai figli Alessandro e Marco, la centenaria è stata accolta tra applausi e commozione dal pubblico presente al Teatro Ariston. Carlo Conti l’ha presentata con parole cariche di rispetto e ammirazione, ricordando che quel 2 giugno 1946 Gianna fu tra le prime donne italiane a votare, segnando l’inizio di una nuova stagione di libertà e diritti civili. La scenografia, illuminata da luci calde e sfumature dorate, ha enfatizzato il valore simbolico del momento, trasformando il palco in una vera e propria macchina del tempo, in grado di far rivivere un pezzo di storia italiana.
Una vita che attraversa arte, musica e ricordi
La forza di Gianna Pratesi non risiede solo nella sua longevità, ma nella vitalità e nella passione che ha sempre accompagnato ogni aspetto della sua vita. Nata a Chiavari nel 1920, figlia di commercianti, ha sviluppato sin da giovane un talento per la pittura, diventando la prima donna del collettivo regionale di artisti liguri. Nonostante la vita l’abbia portata lontano dall’Italia, in Scozia, dove ha vissuto esperienze intense tra lavoro e maternità, ha sempre coltivato la musica e la pittura come forme di espressione e resistenza personale.
Sul palco dell’Ariston si è esibita in un breve accenno con “24mila baci” di Adriano Celentano, essendo una delle canzoni che hanno caratterizzato la sua fanciullezza. Le luci si accendevano al ritmo della canzone, enfatizzando i gesti delicati della centenaria e l’applauso costante degli spettatori, creando un’atmosfera quasi sospesa tra presente e passato.
Testimone di un’Italia che cambia
Durante la serata, Gianna ha condiviso aneddoti della propria giovinezza: dai primi passi nello sport con gare di nuoto, alla scelta politica della famiglia, che l’ha portata a votare per la Repubblica nel 1946. Ha raccontato con leggerezza e profondità i valori che l’hanno guidata: pazienza, tolleranza e amore per la vita. Laura Pausini, presente accanto a lei, ha sottolineato quanto il racconto di Gianna rappresenti un monito e un’ispirazione per le giovani generazioni:
“Grazie a donne come lei siamo libere in questo nostro Paese”.

Ogni parola della centenaria, scandita con chiarezza e ironia, ha catturato l’attenzione di tutti, mostrando come l’esperienza personale possa diventare una lezione universale di resilienza e civiltà. Sul palco è stata accompagnata da Laura Pausini, che è la migliore amica di Paola Cortellesi, record al botteghino con C’è ancora domani, film dedicato alla storia di Delia e al valore del voto alle donne nel 1946.La pellicola è stata un successo al botteghino, diventando all’uscita il nono film col maggiore incasso in Italia, venendo apprezzata dalla critica italiana per la regia e le prove recitative degli attori, oltre che per le tematiche di forte attualità, legate alla cultura patriarcale, alla violenza di genere e ai diritti delle donne
Un messaggio di speranza e vitalità
Interrogata sul suo segreto di vitalità, Gianna ha spiegato con semplicità:
“Finalmente era finita una pagina buia, cambiava tutto, è cambiato tutto, ma solo grazie al coraggio di persone umili. E continua, “Non bisogna essere severi, ma capire com’è la vita senza arrabbiarsi, avere tolleranza e pazienza affinché i momenti brutti passino da soli, volere bene e volersi bene”.
Le sue parole, pronunciate tra sorrisi e lacrime di emozione, hanno trovato eco nelle luci del palco e negli applausi del pubblico. Con il finale scandito da un caloroso “Evviva Sanremo!”, Gianna Pratesi ha trasformato la sua presenza in un momento di festa, memoria e riflessione: un ponte tra generazioni che celebra la libertà, la musica e la storia della Repubblica italiana, rendendo Sanremo 2026 un’edizione indimenticabile.













