Superbonus: Con l’avvio del 2026, l’Agenzia delle Entrate accelera sul fronte dei controlli legati al Superbonus, riportando al centro dell’attenzione un tema spesso sottovalutato: l’aggiornamento della rendita catastale dopo gli interventi edilizi agevolati.
Sono infatti in fase di invio circa 20 mila comunicazioni destinate ai proprietari di immobili ristrutturati che, pur avendo beneficiato delle detrazioni fiscali, non hanno adeguato il valore catastale dell’immobile.
L’iniziativa rientra nel Piano di attività 2026-2027 dell’Amministrazione finanziaria e rappresenta solo una prima tranche di un programma di verifiche molto più ampio, destinato a incidere in modo significativo sul post-Superbonus.
Superbonus e obbligo di aggiornamento catastale
Gli interventi edilizi agevolati dal Superbonus, soprattutto quelli strutturali ed energetici, determinano spesso un incremento del valore commerciale dell’immobile. In questi casi, la normativa catastale impone l’obbligo di presentare la dichiarazione di variazione entro trenta giorni dalla conclusione dei lavori.
L’aggiornamento della rendita non è un adempimento meramente formale: essa costituisce la base imponibile per l’Imu e incide sulle imposte indirette in caso di compravendita o successione. La Legge di Bilancio 2024 ha rafforzato in modo esplicito l’attività di monitoraggio, trasformando ciò che in passato era un controllo sporadico in una verifica sistematica.
I controlli dell’Agenzia delle Entrate: dai casi eclatanti all’estensione generale
Già nel 2025, l’Agenzia delle Entrate aveva avviato una prima campagna di controlli, con l’invio di 15 mila segnalazioni concentrate sulle situazioni più evidenti: immobili accatastati come ruderi ma divenuti abitabili, fabbricati con rendita pari a zero nonostante lavori rilevanti, oppure interventi di importo molto elevato senza alcuna variazione catastale.
Nel 2026 il perimetro dei controlli si amplia sensibilmente. Le 20 mila lettere in arrivo segnano il passaggio da un’azione selettiva a una verifica capillare, che proseguirà nel 2027 con ulteriori 25 mila accertamenti già programmati.
Cosa fare dopo aver ricevuto la comunicazione
Le lettere inviate dall’Agenzia delle Entrate non contengono sanzioni immediate, ma hanno una funzione di compliance: invitano il contribuente a verificare la correttezza della propria posizione catastale.
Chi ritiene di non dover procedere all’aggiornamento può fornire documentazione giustificativa. In caso contrario, è possibile regolarizzare la situazione presentando una dichiarazione catastale tramite un tecnico abilitato. La regolarizzazione spontanea consente di beneficiare di sanzioni ridotte, mentre il mancato riscontro entro novanta giorni può portare al ricalcolo d’ufficio della rendita e all’applicazione delle penalità nella misura piena. Per ulteriori aggiornamenti vai su LiveUnict.
Superbonus e controlli antifrode su cessioni e sconto in fattura
L’attenzione del Fisco non si limita agli aspetti catastali. Il piano di controlli per il 2026 prevede una forte intensificazione delle verifiche sulle cessioni del credito e sulle opzioni per lo sconto in fattura, con l’obiettivo di controllare fino all’87% delle pratiche trasmesse.
Le verifiche riguarderanno la coerenza tra lavori dichiarati e importi, eventuali collegamenti con soggetti coinvolti in operazioni sospette, incongruenze tra caratteristiche dell’immobile e spese sostenute, nonché cessioni ripetute in tempi ravvicinati. In presenza di anomalie, l’utilizzo del credito viene sospeso e si apre il contraddittorio con il contribuente.
La stagione del Superbonus si è chiusa sul piano degli incentivi, ma non su quello dei controlli. L’attività dell’Agenzia delle Entrate per il biennio 2026-2027 – che prevede complessivamente 375 mila verifiche fiscali, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale e della Guardia di Finanza, segna un cambio di passo deciso.
Per i contribuenti che hanno beneficiato delle agevolazioni, il messaggio è chiaro: la fase della tolleranza è finita. Verificare la correttezza della rendita catastale e regolarizzare eventuali omissioni oggi può fare la differenza tra una soluzione sostenibile e un accertamento ben più oneroso domani.












