Rottamazione quinquies: La rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, torna a offrire ai contribuenti una possibilità di regolarizzare i debiti iscritti a ruolo beneficiando di un forte alleggerimento del carico fiscale. Tuttavia, accanto agli indubbi vantaggi economici e procedurali, emerge un aspetto giuridico di grande rilievo: presentare l’istanza di definizione agevolata equivale a riconoscere implicitamente tutti gli atti oggetto della rottamazione.
Un principio, questo, chiarito dalla Corte di Cassazione e destinato a incidere profondamente sulle scelte dei contribuenti, soprattutto nei casi in cui vi siano contestazioni sulla notifica o sulla conoscenza degli atti.
La rottamazione quinquies alla luce della Cassazione
Con l’ordinanza n. 32030 del 2024, la Corte di Cassazione ha ribadito un orientamento ormai consolidato: la presentazione dell’istanza di rottamazione comporta una presunzione legale di conoscenza degli atti inclusi nella definizione agevolata.
In sostanza, chi aderisce alla rottamazione quinquies non potrà più eccepire la mancata o irregolare notifica delle cartelle o degli atti presupposti. La domanda stessa vale come riconoscimento implicito dell’esistenza e della conoscenza del debito, indipendentemente da eventuali vizi procedurali.
Un elemento particolarmente significativo è che tale presunzione continua a produrre effetti anche in caso di decadenza dai benefici della rottamazione, ad esempio per il mancato pagamento delle rate.
Rottamazione quinquies: Ambito di applicazione e debiti definibili
La rottamazione quinquies riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. L’istanza deve essere presentata entro il 30 aprile 2026, esclusivamente in modalità telematica, tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
A differenza delle precedenti definizioni agevolate, l’ambito di applicazione è più ristretto. Sono definibili principalmente:
- somme derivanti da dichiarazioni presentate ma non pagate;
- importi risultanti dai controlli automatici e formali (artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1972; artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972);
- contributi previdenziali INPS omessi;
- sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate da amministrazioni statali, limitatamente alla sanzione base.
Rientrano inoltre le somme dovute per la decadenza dalle precedenti rottamazioni, inclusa la riammissione alla rottamazione quater.
Rottamazione quinquies:Â Benefici economici e procedurali della definizione
Il principale vantaggio della rottamazione quinquies consiste nella possibilità di estinguere il debito senza sanzioni, interessi di mora, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e aggio.
Alla presentazione dell’istanza si collegano anche effetti immediati di grande impatto:
- sospensione dei termini di prescrizione e decadenza;
- blocco di nuove azioni esecutive e cautelari;
- sospensione dei pignoramenti in corso;
- temporanea rimozione della condizione di morosità , con riflessi positivi su DURC, rimborsi e pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.
Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2027 oppure in forma rateale, fino a 54 rate bimestrali, con interessi al 3%.
Rateizzazione e riconoscimento degli atti: un parallelismo rilevante
Un aspetto spesso trascurato riguarda il parallelismo tra rottamazione quinquies e rateizzazione ordinaria. Secondo la Cassazione, anche la richiesta di rateazione ex art. 19 del DPR 602/1973 comporta la presunzione di conoscenza degli atti.
Ciò conferma una linea interpretativa rigorosa: quando il contribuente chiede una dilazione o una definizione agevolata, manifesta implicitamente la volontà di regolarizzare un debito che si presume conosciuto e accettato nei suoi presupposti essenziali.












