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Superbonus 2026, riconfermata la maxi deduzione per il lavoro: le novità

Superbonus 2026: detrazione fino al 130% per nuove assunzioni a tempo indeterminato, con incentivi speciali per categorie di lavoratori tutelati

Superbonus 2026: anche nel 2026 resta attivo il Superbonus lavoro, la maxi detrazione fiscale del 120% o 130% destinata ai datori di lavoro che assumono personale a tempo indeterminato. La Legge di Bilancio 2025 aveva già prorogato l’incentivo fino al 2027, specificando che per usufruirne è necessario dimostrare un reale incremento occupazionale. In questo articolo spiegheremo in modo chiaro e dettagliato come funziona il Superbonus lavoro 2026, chi può beneficiarne, quali sono i requisiti e come richiederlo.

Superbonus 2026: cos’è e come funziona la maxi deduzione

Il Superbonus lavoro 2026 è una maxi deduzione fiscale, IRES o IRPEF, destinata ai datori di lavoro che assumono personale a tempo indeterminato o trasformano contratti a termine in assunzioni stabili. La misura prevede una deduzione pari al 120% dei costi del lavoratore per l’impresa, che sale al 130% per le assunzioni di soggetti meritevoli di maggiore tutela, come individuati dal Decreto legislativo 16 ottobre 2023. Introdotto con il Decreto Legislativo del 30 dicembre 2023 e stanziato definitivamente con il Decreto Coesione nel 2024, il bonus è stato prorogato fino al 31 dicembre 2027 dalla riforma fiscale 2025. La Legge di Bilancio 2026 non ne ha modificato l’assetto, ma rimandato ad appositi decreti attuativi le procedure per presentare domanda.

Il funzionamento del Superbonus prevede che il datore di lavoro dimostri un aumento effettivo dei dipendenti a tempo indeterminato rispetto all’anno precedente. Il calcolo dell’incremento occupazionale avviene su base annuale: ad esempio, le assunzioni effettuate nel 2026 devono comportare un organico superiore a quello del 2025. Per gli acconti delle imposte sui redditi, sia con il metodo storico cioè basato sui dati dell’anno precedente, sia con quello previsionale, basato su previsioni future, la deduzione extra sul costo del personale non deve essere considerata per il calcolo degli acconti negli anni successivi.

Superbonus 2026: a chi spetta e i requisiti

Il Superbonus lavoro 2026 spetta alle imprese di qualsiasi forma legale che assumono personale a tempo indeterminato in Italia. Possono beneficiarne operatori economici, titolari di reddito d’impresa, esercenti arti e professioni, società di capitali e di persone, cooperative, imprese individuali e professionisti.

Per ottenere l’agevolazione, le imprese devono rispettare specifici requisiti: aver esercitato l’attività nei 365 giorni precedenti il periodo d’imposta, avere la sede o l’organizzazione stabile in Italia, e assicurare che le assunzioni a tempo indeterminato siano documentate e riconducibili all’attività commerciale. Per società di persone, titolari di reddito d’impresa o professionisti associati, le assunzioni devono risultare da separata evidenza contabile e contribuire alla determinazione del reddito di lavoro autonomo secondo quanto previsto dal TUIR.

Il bonus non è riconosciuto a società o enti in liquidazione ordinaria, in liquidazione giudiziale o in crisi d’impresa, né a soggetti la cui attività produce reddito non determinabile analiticamente ai fini IRES o IRPEF. In questi casi, l’agevolazione non si applica alle assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato impiegati esclusivamente nelle attività escluse dalla normativa.

Superbonus 2026: a quanto ammonta e categorie tutelate

Il Superbonus lavoro 2026 prevede una deduzione fiscale pari al 120% dei costi del lavoratore per l’impresa nel caso di assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di contratti a termine, mentre sale al 130% per le assunzioni di lavoratori appartenenti a categorie meritevoli di maggiore tutela, come individuate dal Decreto legislativo 16 ottobre 2023. Tra queste categorie rientrano i lavoratori molto svantaggiati, persone con disabilità, ex degenti psichiatrici, tossicodipendenti, alcolisti, minori in situazioni familiari difficili, persone detenute o internate con misure alternative al carcere, donne con almeno due figli minori di 18 anni o prive di un impiego stabile in regioni specifiche, donne vittime di violenza inserite in percorsi di protezione, giovani beneficiari degli incentivi all’occupazione giovanile, lavoratori in regioni con PIL pro capite inferiore alla media UE e ex percettori del Reddito di Cittadinanza senza requisiti per l’Assegno di inclusione.

La procedura di richiesta del Superbonus lavoro 2026 non è ancora attiva: sebbene le risorse siano stanziate, si attende la pubblicazione dei decreti attuativi per poter presentare domanda.

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