È previsto un aumento degli stipendi per i docenti e il personale ATA, dopo anni di blocco salariale. Durante l’incontro del 4 settembre, si è discusso di un possibile incremento lordo fino a 150 euro mensili. Tuttavia, a causa delle trattenute fiscali e contributive, questo si tradurrebbe in un aumento netto di circa 40 euro al mese in busta paga.
A tal proposito è stato annunciato un nuovo tavolo di confronto per il 24 settembre. Se le parti riusciranno a raggiungere un accordo entro la fine dell’anno, i primi aumenti in busta paga potrebbero arrivare già entro la fine del 2025. In caso contrario, i docenti e il personale ATA dovranno probabilmente attendere il 2026 per vedere gli effetti del rinnovo, che però includerebbe arretrati calcolati a partire dal 2022 o dal 2023, a seconda di quanto stabilito nell’intesa finale.
L’aumento degli stipendi in busta paga
Per docenti e personale ATA è in arrivo un possibile aumento medio del 6% sugli stipendi, in linea con quanto richiesto dai sindacati di categoria. Tuttavia, come ha sottolineato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, le risorse attualmente disponibili non sono sufficienti a garantire un rinnovo contrattuale soddisfacente.
Inoltre, trattandosi di un incremento lordo, l’effettivo beneficio per i lavoratori sarebbe molto più contenuto: poco più di 40 euro netti al mese, poiché oltre 100 euro verrebbero trattenuti tra tasse e contributi. In pratica, un guadagno reale di circa un euro al giorno.
Un piccolo margine di miglioramento potrebbe arrivare grazie all’annuncio del ministro Giuseppe Valditara, che ha confermato una dotazione straordinaria di 240 milioni di euro nella prossima Legge di Bilancio. Se tali fondi saranno destinati direttamente agli stipendi, il rinnovo contrattuale potrebbe risultare più consistente e avvicinarsi alle richieste dei sindacati.











