
“Una pagina storica”, così Matteo Salvini definisce l’approvazione del progetto definitivo per l’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina, attesa per domani mattina.
L’annuncio verso l’ok definitivo è stato dato in diretta video da Ancona, dove si trovano la premier Giorgia Meloni e il suo vice Antonio Tajani.
“Sono in ufficio, mi sono fatto un bel tour nelle Marche incontrando imprenditori balneari e sindaci, mi perdonerete ma ogni minuto mi è prezioso qua in ufficio”, così Salvini giustifica la sua assenza all’incontro istituzionale in cui sono stati presentati gli interventi del governo per lo sviluppo delle Marche.
“A proposito di promesse che non sono mai state realizzate: mercoledì mattina alle 12.30 ci sarà l’approvazione del progetto definitivo per l’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina – annuncia Salvini – Se ne parla dagli antichi romani, sono le ultime norme e ultime firme per queste quarantotto ore che segneranno una pagina di storia”.
Ad attendere con trepidazione la giornata di domani anche il Comitato No Ponte: “è l’inzio della fined di una bugia”, così dichiarano.
Aggiungendo anche: “mercoledì 6 agosto non verrà approvato alcun via libera definitivo al ponte sullo Stretto. Al contrario di quanto affermano Salvini e i suoi megafoni locali, non si darà il via a nessun cantiere, né inizieranno i lavori. Si tratta, piuttosto, dell’inizio di un percorso tutto in salita per chi ha trasformato un progetto fallimentare in una bandiera propagandistica.
Da quel giorno, i pontisti dovranno affrontare la realtà dei fatti: il progetto dovrà passare al vaglio della Corte dei Conti, che non potrà ignorare i gravi profili di illegittimità amministrativa, tecnica ed economica. Si dovrà arrivare all’approvazione di un progetto esecutivo che dovrà rispondere a decine e decine di prescrizioni ancora irrisolte, su cui i proponenti tacciono o minimizzano.
E soprattutto, si aprirà finalmente il fronte dei ricorsi legali, in tutte le sedi nazionali ed europee. Chi pensa di poter forzare procedure, vincoli, normative e diritti dovrà rispondere davanti a giudici indipendenti. Ci sarà, e ci deve essere, ‘un giudice a Berlino’. Chi ha sventolato per anni il feticcio del ponte come soluzione miracolosa a ogni problema del Sud si troverà ora a fare i conti con la verità: non c’è nulla di approvato in via definitiva, né ci sono le condizioni per iniziare i lavori. Anzi, i prossimi mesi saranno decisivi per smascherare una narrazione costruita su propaganda, interessi opachi e disprezzo per il territorio.
Lo Stretto è un bene comune, – conclude l’associazione – non un affare per pochi: lo Stretto non si tocca”.
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