Categorie: Speciale Sant'Agata

Sant’Agata 2025, la salita di Sangiuliano: tra fede e scaramanzia

Attesa per oggi la fatidica salita di Sangiuliano, una delle ultime (e più difficili) tappe della processione interna. Di seguito tutte le curiosità a riguardo!

Verso la fine della processione del giro interno di Sant’Agata, uno dei momenti più impegnativi ma al contempo emozionanti della giornata è rappresentato dalla salita di via Sangiuliano, conosciuta come “a ‘cchianata ‘i Sangiulianu”.

La fatica della salita diventa metafora della devozione e dell’amore che i catanesi nutrono per la loro Patrona, in questi momenti cruciali l’intera città si ferma e resta con il fiato sospeso, sperando che tutto possa andare per il meglio.

Salita di Sangiuliano, atti di scaramanzia

La via San Giuliano, con la sua ripida pendenza, si presenta come il punto più arduo e, al contempo, il più emozionante di tutta la processione. Questo tratto impegnativo diventa una vera e propria prova di coraggio per i fedeli, che affrontano la salita con spirito di sacrificio e devozione.

La difficoltà di questo passaggio non è solo fisica, ma assume un significato simbolico profondo. La via di San Giuliano, infatti, è spesso vista come una sfida che segna il destino dell’anno a venire: la sua salita non è solo un test di resistenza, ma anche un segno celeste. Infatti a seconda di come viene superato questo “ostacolo” potrà essere interpretato dai catanesi come un presagio di buon augurio o di difficoltà per i mesi futuri.

Salita Sangiuliano, uno dei punti più difficili

Il fercolo, una volta giunto ai Quattro canti, lungo via Etnea, svolta sulla destra, per effettuare la famosa salita di Sangiuliano. Dove i devoti, infatti, dovranno trainare il fercolo a velocità sostenuta lungo tutta la via, facendosi inoltre spazio tra la folla.

Negli anni passati, ad aumentare la rischiosità di una simile impresa, vi era l’usanza di effettuare l’intera salita di corsa. Prassi, questa, che però è stata abbandonata, a seguito di incidenti che hanno finito col trasformare il giorno di festa in vera e propria tragedia. Basti pensare a quanto accaduto nel 2004, quando un giovane 22enne perse la vita, dopo essere stato travolto dalla folla.

O ancora al fine di evitare altri incidenti, si è stati sempre più attenti nel gestire la salita. Per esempio, nel 2012 il maestro del fercolo prese la decisione di evitare, per questioni di sicurezza, via di Sangiuliano, in quanto resa scivolosa dalla pioggia durata tutta la notte. L’ordine non piacque ad alcuni gruppi di fedeli che tentarono di ostacolare fino alla fine l’ingresso della Santa alla cappella che la custodisce.

 

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