Festa Sant’Agata, la salita di Sangiuliano: com’è cambiata negli anni

"A 'cchianata 'i Sangiulianu" è il momento culminante dei festeggiamenti agatini: ecco com'è cambiata negli anni.

La festa di Sant’Agata è la terza festa religiosa più importante al mondo, dopo la Settimana Santa di Siviglia e la Festa del Corpus Domini di Guzco in Perù, proprio per il numero di persone che coinvolge. Di seguito un po’ di storia e dettagli su come è cambiata la famosa “a ‘cchianata ‘i Sangiulianu” negli anni.

Sant’Agata: la processione

La festa della patrona catanese si celebra tutti gli anni dal 3 al 5 febbraio e il 17 agosto, ma i festeggiamenti più sfarzosi si tengono a febbraio. Questi iniziano con la sfilata della carrozza del senato e, nella mattina di giorno 4, ha inizio il giro della città.

Il fercolo della Santa percorre la via Etnea fino alla villa Bellini, per poi deviare in via Caronda ed arrivare in piazza Cavour, conosciuta anche come “u burgu” dove, davanti alla Chiesa, ha luogo uno spettacolo pirotecnico.

Poi la processione scende ancora per via Etnea fino ai Quattro canti, dove gira a destra per effettuare “a ‘cchianata ‘i Sangiulianu“. Si prende poi via dei Crociferi e viene effettuata l’ultima sosta davanti al convento delle suore benedettine che, da dietro i cancelli del sagrato del monastero, intonano dei canti in onore della Santa.

Il fercolo fa infine rientro in cattedrale il 6 febbraio; un tempo alle prime luci dell’alba, oggigiorno invece la processione si protrae anche fino a mezzogiorno.

Via di Sagiuliano: il culmine della processione

La salita può essere definita il momento culminate delle celebrazioni agatine: la vara, infatti, in questa occasione affronta una lunga salita tra due ali straripanti di folla, su una pavimentazione in pietra lavica.

I devoti, per fare in modo che il fercolo non indietreggi, devono dunque trainarlo a velocità sostenuta fino alla sommità della salita.

La salita tra infortuni e annullamenti

In passato, i cittadini in camice bianco erano soliti fare il percorso di corsa: questo, però, si è rivelato molto pericoloso negli anni, causando anche gravi incidenti.

In particolare, nel 2004 si è verificato un episodio mortale: un 22enne, Roberto Calì, fu travolto e ucciso dalla folla. Secondo la seguente accusa al capo vara, quest’ultimo non avrebbe rispettato le condizioni di sicurezza.

Al fine di evitare altri incidenti, si è stati sempre più attenti nel gestire la salita. Per esempio, nel 2012 il maestro del fercolo prese la decisione di evitare, per questioni di sicurezza, via di Sangiuliano, in quanto resa scivolosa dalla pioggia durata tutta la notte. L’ordine non piacque ad alcuni gruppi di fedeli che tentarono di ostacolare fino alla fine l’ingresso della Santa alla cappella che la custodisce.

Anche nel 2019 successe un evento simile: il capo vara decise di non percorrere la salita per motivi di sicurezza riguardanti i cordoni: saltò così anche l’atteso canto delle monache benedettine di clausura.

Gabriella Maria Agata Ventaloro

Nata a Catania nel 2002, studia scienze e lingue per la comunicazione. È appassionata di lingue straniere, arte, fotografia e scrittura e ama vedere il bello in ogni cosa. Collabora con la redazione di LiveUnict da giugno 2021 e la coordina da aprile 2023. Email: g.ventaloro@liveunict.com

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Gabriella Maria Agata Ventaloro

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