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Sicilia, tangenti e corruzione: 5 indagati e dirigente medico sospeso

Tangenti in cambio di favori: 5 persone indagate e un ortopedico operativo in diverse Asp siciliane sospeso per motivi di corruzione.

Sicilia, tangenti e corruzione: un medico è stato sospeso in seguito a delle indagini dei Carabinieri che lo hanno inchiodato. Si tratta di un dirigente medico specialista ortopedico che è operativo in diverse Asp siciliane, come Ragusa, Catania ed Enna. Insieme a lui sono stati condannati anche altri tre imprenditori e una dipendente di un’azienda fornitrice di ausili ortopedici.

L’accusa è quella di corruzione dato che il medico avrebbe concesso attestazioni sanitarie in cambio di “ingiusti profitti corruttivi elargiti dai titolari di un’officina ortopedica, per l’erogazione di ausili ortopedici e dalla ditta di distribuzione di prodotti cosmetici, per la fornitura di creme ed integratori alimentari”.

L’operazione, chiamata “Deux ex machina” è stata portata avanti dai Carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità, su delega della procura di Ragusa. Le indagini, che hanno previsto anche intercettazioni telefoniche, ambientali e video, oltre a pedinamenti e acquisizione di vari documento, hanno permesso di confermare la colpevolezza degli indagati. Oltre alla sospensione per sei mesi del dirigente medico, per gli altri indagati è stato previsto il divieto di esercitare attività imprenditoriali per quattro mesi dato che sono stati tutti accusati di truffa, corruzione e falso. Infine, per tutti è stato attuato il sequestro preventivo di circa 42mila euro, vale a dire la cifra stimata come profitto degli illeciti commessi.

L’ortopedico, in particolare, ha abusato della propria funzione prescrivendo ai pazienti che visitava presso l’Asp di Ragusa prodotti distribuiti dalle ditte coinvolte nel meccanismo di corruzione in cambio di “utilità di vario genere dagli amministratori”. Tuttavia, in totale gli indagati sono stati 7 dato che, ai cinque precedentemente elencati, si aggiungono un infermiere dell’Asp di Ragusa e una lavoratrice di una delle due società coinvolte negli illeciti.