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Covid, ricoveri a Catania: i più colpiti sono gli over 40 non vaccinati

Persiste l'ondata di contagi in Sicilia e il problema deriva dalla scarsa vaccinazione, oltre che alla variante Delta. C'è anche una fascia d'età più colpita.

La Sicilia è l’unica regione in zona gialla. Nell’ultimo periodo, esattamente dopo ferragosto, i contagi sono di gran lunga aumentati, così come i ricoveri. Attualmente gli ospedali sono quasi saturi: i posti occupati in terapie intensiva e nell’area medica generale hanno superato la soglia minima, costringendo la regione alla zona gialla.


Sicilia zona gialla o arancione? Cosa dice l’ultimo monitoraggio dell’ISS


In un’intervista rilasciata a Catania Today, il dottor Arturo Montineri, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Marco, ha dichiarato che l’ospedale non è proprio saturo e quindi non in emergenza.

Intanto, l’infettivologo precisa: “Il quadro è dominato da pazienti non vaccinati che hanno dai 40 anni in su. Spesso arrivano con forme di infezione polmonare severe che richiedono un intenso impegno assistenziale e terapeutico. In molti casi si tratta di pazienti che vengono da cluster di positivi che inizialmente vengono curati e monitorati a domicilio ma che poi si aggravano“.

I giovani hanno maggiore consapevolezza della tutela della salute personale e di quella pubblica – continua Montineri -. Di certo, ha contribuito l’introduzione del green pass per alcune attività e quindi i più giovani scelgono di vaccinarsi per muoversi liberamente. I 50enni e gli over 50 in generale spesso hanno la responsabilità di avere una diffidenza nei confronti del vaccino in grado di condizionare anche le generazioni più grandi, come quella dei 70enni e degli 80enni“.

Inoltre, il dottor Montineri ha provato a dare una spiegazione sull’impennata di contagio nell’Isola: “Probabilmente sono diversi fattori tra cui la scarsa propensione alla vaccinazione, l’arrivo della variante Delta che presenta una maggiore infettività e un considerevole afflusso turistico. Catania è un crocevia e sono state migliaia le persone provenienti da tutta Italia e dall’estero che sono passate sul nostro territorio. Purtroppo vedo una diffidenza culturale estesa nei confronti dei vaccini e questo non agevola l’abbassamento del contagio.”

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