Scuola

Ritorno a scuola, obbligo mascherine ma niente screening: la bozza del piano

Parte ufficialmente il conto alla rovescia per il ritorno a scuola di personale e studenti: una grande sfida, secondo il Governo, che in queste ore lavora ad un piano per garantire la sicurezza degli occupanti degli edifici scolastici.

Si avvicina sempre di più il ritorno a scuola: inizieranno i docenti e il personale scolastico dall’1 settembre, seguiti dagli studenti un paio di settimane dopo. Ed è proprio per personale e studenti che il Governo sta lavorando in queste ore: l’obiettivo è garantire il ritorno in presenza per tutti, facendo in modo che le norme di sicurezza vengano rispettate e la giornata a scuola non divenga occasione di contagio.

A proposito di questo, sarebbe pronta, secondo le prime indiscrezioni, la bozza del piano per la scuola, la cui presentazione agli enti regionali slitta alla settimana prossima. Al suo interno, verrebbe reiterato l’obbligo delle mascherine per tutti, ad eccezione dei bambini sotto i 6 anni; allo stesso tempo, viene confermato come non vi sarà bisogno di screening necessari per l’ingresso a scuola.

Resta, adesso, il dubbio sulle vaccinazioni del personale docente e scolastico: sebbene si parli da qualche giorno di obbligo vaccinale, nella bozza si legge solamente che “per garantire il ritorno alla pienezza della vita scolastica è essenziale che il personale docente e non docente, su tutto il territorio nazionale, assicuri piena partecipazione alla campagna di vaccinazioni, contribuendo al raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale e alla ripresa in sicurezza delle attività e delle relazioni proprie del fare scuola”.

Questi sarebbero i primi punti di un piano che si rivela, senza dubbio, una sfida per i governatori e per il sistema scolastico italiano: come si legge nella bozza, infatti, “per l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022 la sfida è assicurare a tutti, anche per quanto rilevato dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS), lo svolgimento in presenza delle attività scolastiche, il recupero dei ritardi e il rafforzamento degli apprendimenti, la riconquista della dimensione relazionale e sociale dei nostri giovani”, viene sottolineato, aggiungendo infine “insieme a quella che si auspica essere la ripresa civile ed economica del Paese”.

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Università di Catania