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Variante Delta più contagiosa: la prima dose del vaccino non la copre

La variante Delta del Covid preoccupa: è molto più contagiosa della variante principale, quella alfa, e non è coperta dalla prima dose di vaccino. Il punto.

In Italia la variante Delta è in aumento con una percentuale del 16,8%, mentre la più diffusa rimane ancora la variante alfa al 74,92%. Tuttavia dalle prime segnalazioni di sequenziamenti, si segnala un aumento dei casi di variante Kappa e Delta, che passano dal 4,2% nel mese di maggio al 16,8% del mese di giugno. I dati vengono dal Sistema di Sorveglianza Integrata Covid-19 dell’ISS, ma si attende flash survey per lunedì prossimo.


Variante Delta, cresce la preoccupazione: pronte nuove limitazioni in Italia


Variante Delta anche tra i vaccinati con una dose

La variante solleva preoccupazione perché è più contagiosa e può provocare patologie significative nei soggetti non vaccinati o in chi ha una sola dose di vaccino. Una sola dose di vaccino non copre adeguatamente” dalla variante Delta, ha avvertito Locatelli a SkyTg24 ribadendo la necessità di “completare il ciclo vaccinale”.

“I vaccini stanno funzionando anche contro la variante Delta, ma dobbiamo essere certi che si faccia anche la seconda dose, ha confermato la direttrice esecutiva dell’Ema Emer Cooke. La variante Delta “sarà sempre più importante”, in termini di diffusione in Europa, ha rilevato Cooke, ribadendo la fiducia nei vaccini come strumento di protezione.

Variante Delta più contagiosa anche in Italia

In attesa dei dati della flash survey, c’è il dato della Lombardia che parla di una diffusione della variante Delta che è al 4% e “dunque quella stima del 26% è ragionevolmente in eccesso per l’Italia, anche se non va sottovalutata la diffusione”, ha sottolineato Locatelli.

Aumentano intanto le segnalazioni sul territorio nazionale di casi associati a varianti Kappa e Delta, in particolare di focolai dovuti alla variante Delta. È quanto si legge nella Circolare di oggi del ministero della Salute con l’aggiornamento della classificazione delle nuove varianti Sars-CoV-2 che raccomanda di rafforzare il tracciamento. La variante Delta è del 40-60 per cento più trasmissibile rispetto alla Alpha(Β.1.1.7) e può essere associata a un rischio più alto di ricoveri. Meno protetti solo la prima dose di un vaccino, con la seconda dose c’è una protezione contro la Delta quasi equivalente a quella osservata contro la Alpha.

Queste varianti scrivono i tecnici, hanno portato ad un inatteso aumento dei casi in altri paesi europei con alta copertura vaccinale. Chiesto un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi, una elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione per evitare recrudescenze della pandemia.

Il lavoro è quello di vaccinare il prima possibile perché “con la diffusione della variante Delta, che ha una contagiosità decisamente superiore a quella inglese, rischiamo anche che le misure come il distanziamento siano poco efficaci”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga a Canale 5. Serve, ha aggiunto, “una campagna vaccinale poderosa usando il periodo estivo in cui i virus hanno minore diffusione” per proteggersi in vista dell’autunno, quando ci si augura “che sia tutto finito” anche se si dovrà adottare “ancora qualche precauzione per accompagnare l’uscita dalla crisi pandemica”.

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