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AstraZeneca, divieto sotto i 50 anni? Si attende il parere del Cts

vaccino covid
Il vaccino sviluppato dalla casa farmaceutica anglo-svedese AstraZeneca, Vaxzevria, sarà valutato dal Cts: oggi arriverà la decisione con le nuove indicazioni sulla somministrazione.

Torna sotto la lente d’ingrandimento del Comitato tecnico scientifico il vaccino anti-Covid-19 prodotto da AstraZeneca. Vaxzevria, questo il nome del farmaco prodotto dalla casa farmaceutica anglo-svedese, è tornato a far discutere di sé.

Così il Cts è tornato ad interrogarsi sull’uso del vaccino, cercando di specificare meglio i rischi e le fasce d’età per cui è consigliabile l’utilizzo. È atteso per oggi il comunicato ufficiale, mentre alcune regioni hanno già cancellato gli open day previsti con il vaccino di AstraZeneca.

Dunque, le nuove valutazioni potrebbero portare a dei limiti di non fattibilità sotto i 30 o i 40 anni, come ha anche spiegato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: “una revisione non la farei sopra i 50 anni, perché il rapporto tra rischi e benefici è indubbiamente, anche con la circolazione attuale, a favore del beneficio“.

Questo mentre in Italia il vaccino di AstraZeneca è “già preferenzialmente raccomandato per i soggetti sopra i 60 anni di età“, come ha ricordato il coordinatore del Cts Franco Locatelli. Tuttavia molte regioni a riguardo si sono mosse in ordine sparso, compresa la Sicilia che ha avvito da oggi l’iniziativa “Porte aperte” per permette a chiunque sopra i 18 anni di vaccinarsi senza prenotazione, con il siero di AstraZeneca o di Johnson&Johnson.

L’Ema si era espressa rimandando la decisione sull’uso del vaccino Vaxzevria per fascie d’età ai singoli Stati, in base alle loro esigenze. L’Italia a tal proposito aveva deciso di aggiornare il bugiardino e gli avvisi, consigliando il vaccino sopra i 60 anni d’età.

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