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Matrimoni, Draghi: “Serve ancora pazienza, su riaperture approccio graduale”

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Il settore matrimoni sta subendo un colpo durissimo per via della crisi pandemica: di seguito le ultime parole del Premier Draghi ai lavoratori del settore delle cerimonie.

L’emergenza Coronavirus ha gettato nello sconforto diversi ambiti professionali, fermi ormai da moltissimi mesi. Tra i settori più colpiti, spicca quello dei matrimoni, resi praticamente impossibili dalle norme anti-assembramento. Nelle scorse ore, il Presidente Draghi  ha precisato che il mondo del wedding non è stato dimenticato.

La questione del settore delle cerimonie – ha dichiarato il Premier nel corso del Question Time alla Camera – sarà all’attenzione della prossima Cabina di regia a Palazzo Chigi che si terrà lunedì 17 maggio. Quella sarà l’occasione per dare maggiori certezze a tutto il comparto che ha subito danni economici significativi”.

“Dobbiamo, però, essere attenti a bilanciare le ragioni dell’economia con quelle della salute – ha proseguito -. I matrimoni sono un’occasione di socialità che può favorire la diffusione del contagio. Come in altri casi, il Governo intende adottare un approccio graduale e allentare le restrizioni a seconda dell’andamento epidemiologico e della campagna vaccinale. Il Governo resta comunque vicino agli operatori del settore”.

Il Premier non ha dimenticato di menzionare gli aiuti economici riservati a questo settore attualmente in crisi.

“Nell’ultimo decreto Sostegni presentato alle Camere abbiamo stanziato 200 milioni per l’anno in corso a favore anche delle imprese operanti nel settore dei matrimoni – ha dichiarato – . Ulteriori misure d’indennizzo sono previste nel nuovo decreto Sostegni la settimana prossima”.

“Permettetemi poi di rivolgere – ha concluso Draghi – un pensiero alle tante coppie che stanno programmando i loro matrimoni. Capisco la loro preoccupazione: il festeggiamento di una circostanza così importante è un desiderio che abbiamo avuto tutti. È fondamentale, però, avere ancora un po’ di pazienza, per evitare che quella che deve essere un’occasione di gioia e spensieratezza si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti”.