Sciame sismico, diverse scosse sono state registrate ieri. INGV fornisce alcuni chiarimenti e spiega a cosa sono dovute.

Etna: nella giornata di ieri, dalle 5.34 alle 11.34, è stato registrato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania uno sciame sismico di almeno 16 scosse.
La maggior parte delle scosse sono state localizzate nelle zone tra Sant’Alfio e Pietrafucile, anche l’attività è stata maggiormente avvertita dai cittadini siciliani in paesi posizionati alle pendici del vulcano come, ad esempio, Zafferana etnea.
Le scosse sono state percepite nei seguenti orari: la prima di magnitudo 2.3 avvertita alle h. 08.57 e alle 10.08; la seconda di magnitudo 2.8 avvertita alle h. 10.09; la terza di magnitudo 2.2 avvertita alle h. 10.24.
“I numerosi terremoti etnei registrati in questi ultimi giorni – spiega INGV su Facebook – si distribuiscono su tre volumi focali ben distinti: due più superficiali, nelle zone di Ragalna (1) e Trecastagni (2), che possono essere imputabili alle omonime faglie, rispondono probabilmente alla deformazione dovuta alla deflazione (sgonfiamento) del vulcano che stiamo misurando da giorni”.
“Quando il vulcano si contrae rapidamente – continuo – si genera una repentina distensione sui fianchi e intorno al sistema di alimentazione che fa muovere le faglie. Il terzo volume focale dei terremoti (3), più profondo, potrebbe anch’esso essere legato alla stessa dinamica, ma relativa alla depressurizzazione del sistema di alimentazione più profondo”.
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