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San Valentino, l’origine della festa degli innamorati

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La festa degli innamorati ha origini davvero antiche, che risalgono ad ancor prima dell’avvento del Cristianesimo

Ogni anno, il 14 febbraio è San Valentino, il giorno designato dal calendario per celebrare l’amore romantico di coppia.

Milioni di esse si preparano per festeggiarlo insieme. Un pensierino, delle rose o dei baci perugina faranno, come sempre, da sfondo alla giornata di Cupido. In questo 2021, San Valentino verrà sicuramente celebrato in maniera ancor più intima, a causa delle disposizioni governative, che non permettono cene o gite fuori porta.

La festa degli innamorati ha origini davvero antiche, che risalgono ad ancor prima dell’avvento del Cristianesimo. Fino al 496 a.C. era, infatti, considerata una festa pagana legata ai cosiddetti Lupercalia, nei giorni nefasti di febbraio. Si trattava di riti romani, in onore di Lupercolo, durante i quali i cittadini romani gli chiedevano aiuto, perché potesse proteggere loro, i loro raccolti e le loro pecore da attacchi esterni. In cambio offrivano atti idonei ad esaltare l’amore e l’unione carnale. Gli uomini girando e correndo nudi per strada, colpivano le donne con un frustino di pelle di capra, perché diventassero fertili. Queste feste sfociavano in incontrollati rapporti sessuali.

Con lo sviluppo del Cristianesimo, non ci fu più spazio per le celebrazioni sessuali. Da festa pagana venne trasformata in rito cattolico, grazie all’intervento di Papa Gelasio, il quale sancì la festa di San Valentino nel giorno del 14 febbraio. San Valentino era noto come un grande padre conciliatore, in quanto riuscì a unire in matrimonio due giovani le cui famiglie non erano favorevoli a questa unione, per il fatto di essere l’una cristiana e l’altra pagana. Si narra, inoltre, che riuscì nell’intento di riappacificare diverse coppie di giovani innamorati.

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