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Apertura scuole Sicilia, rischio ancora alto: novità sul rientro

mascalucia
Apertura scuola Sicilia: si dovrà ancora attendere ma l'andamento della curva epidemiologica rischia di far slittare ulteriormente l'apertura delle scuole.

Oggi vi è stata l’apertura delle scuole superiori in Puglia, Liguria, Marche ed Umbria. Inoltre, tornano in classe gli studenti delle scuole medie in Lombardia e in Campania.

L’1 febbraio, invece, dovrebbe essere la volta della Sicilia. Se la Regione dovesse uscire dalla zona rossa, infatti, gli studenti siciliani delle scuole superiori dovrebbero rientrare a scuola all’inizio del prossimo mese.

Ma ancora non vi è nulla di certo. Il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza ha, infatti, affermato che “ci sono ancora regioni con un rischio elevato: Sicilia, Sardegna, Umbria, provincia di Bolzano. Vuol dire che evidentemente la valutazione complessiva ci dice che dobbiamo porre attenzione alla situazione.”


Apertura scuole in Sicilia: le novità su screening e lezioni


Scuola Sicilia: quando si rientrerà?

Se i dati epidemiologici non dovessero migliorare nei prossimi giorni è possibile che, per le scuole superiori e per le seconde e le terze classi di scuola media, venga mantenuta la DaD anche oltre i termini prefissati dalla Regione. 

Oggi, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ha dichiarato che “i recuperi si stanno già facendo e se ne faranno di più perché non possiamo aspettare giugno. Ho chiesto altri soldi per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero.” La Ministra ha, poi, aggiunto che sarà davvero soddisfatta “quando tutti gli studenti italiani torneranno in classe.”

In merito all’esame di maturità, invece, ha precisato che  la maturità quest’anno “sicuramente sarà diversa da quella ordinaria, perché le condizioni sono diverse, sarebbe irrealistico pretendere di svolgere un esame di maturità come quando non c’era la pandemia. Al momento è prematuro identificare un format, ma per il momento è ipotizzabile almeno una prova scritta oltre a quella orale. Dipende molto anche dal piano vaccinale: se potessimo contare su una vaccinazione diffusa per quell’epoca sarebbe diverso“.

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