Università in pillole

Università green, solo 6 atenei italiani premiati: Unict fuori classifica

Università green, la classifica internazionale premia sei atenei italiani. Assenti gli atenei dell'Isola, mentre a livello globale dominano Regno Unito e Paesi Bassi.

Tra le tante classifiche università che si vedono ogni anno, vengono presi in considerazione i parametri più vari. Didattica, tasso d’occupazione degli ex studenti, mobilità internazionale o attrattività per studenti da altre regioni e dall’estero. Con il cambiamento climatico, tuttavia, anche gli atenei sono chiamati a fornire una risposta ambientale che non sia solo sul piano della ricerca. Per questo è nata GreenMetric 2020, la nuova edizione della classifica internazionale stilata dall’Università dell’Indonesia che valuta, tra gli altri fattori, sostenibilità ambientale e sociale di 922 campus.

Sono solo 6 gli atenei italiani promossi per la sostenibilità ambientale. Tra questi, l’Università Alma Mater di Bologna è la prima in Italia e la decima al mondo nella classifica. A questa segue l’Università di Torino (2a italiana, 22esima al mondo), Politecnico di Torino (rispettivamente 3° e 25° posto), Università dell’Aquila (4° e 40° posto), Luiss (5° e 43° posto) e Università di Genova (6° e 55° posto). Tutte nella top 50 o poco dopo, mentre scendendo si trovano gli altri atenei italiani. A livello globale, invece, dominano Paesi Bassi e Regno Unito, entrambi con tre atenei nella top ten.

Manca l’Università di Catania, che eppure, prima del lockdown, aveva avviato un’importante campagna sul riciclo dei rifiuti nei locali dell’ateneo. Assenti anche gli altri atenei dell’Isola, ma c’è da aggiungere che sono solo 31 gli atenei italiani che hanno inviato i dati seguendo i criteri omogenei fissati dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane tramite la Rete delle Università Sostenibili (29 nel 2019).

Nella classifica vengono valutati parametri quali Infrastrutture, Energia e Cambiamento climatico, Rifiuti, Acqua, Trasporti, Didattica e Ricerca.