Università di Catania

UNICT – Sconto su libri universitari si riduce al 17%: le ultime novità

Lo sconto pari al 27% sui testi universitari si sarebbe ridotto al 17% ma le rappresentanze studentesche non ci stanno e chiedono marcia indietro.

Agli studenti dell’Università degli Studi di Catania, da anni, è riservata la possibilità di acquistare i libri a prezzi ridotti. Sembrava che nulla potesse ostacolare tale opportunità eppure, secondo le ultime indiscrezioni, il tradizionale sconto pari al 27% potrebbe subire una riduzione.

Ricordiamo che, fino ad ora, la scontistica riservata all’acquisto dei libri di testo, è stata frutto della convenzione con i librai catanesi e pari al 27% (di cui il 17% a carico dell’Ateneo e il 10% a carico dei librai).

Tuttavia, quest’anno è stata approvata una legge nazionale destinata a modificare le percentuali: secondo questa, infatti, i librai non potranno più concedere uno sconto superiore al 5%. L’Università di Catania avrebbe in un primo momento tentato di agevolare gli studenti stanziando, durante il Senato Accademico di Settembre, un fondo utilizzabile per tali finalità, pari a € 880.000.

Alla fine, secondo quanto riportato dai Senatori accademici, rimanendo inalterato l’importo del fondo e di fronte al dimezzarsi dello sconto da parte dei librai, l’Ateneo avrebbe deciso di dimezzare la percentuale di sconto a proprio carico, riducendola all’8,5%. A poco sarebbero serviti i reclami e la richiesta sottoscritta dagli studenti in seno al Senato Accademico e al di Consiglio d’Amministrazione.

“Dopo il lungo dibattito di questo pomeriggio in Senato Accademico – si legge nella nota dei Senatori, visibile sulla relativa pagina Facebook – è stato deliberato che il buono sconto complessivo di cui usufruiranno gli studenti sarà del 17% (composto dal 12% a carico dell’Ateneo e il 5% a carico dei Librai)”.

Insoddisfatti di tale soluzione e decisi ad ottenere almeno il 17% a carico dell’Ateneo, le rappresentanze studentesche avrebbero espresso parere contrario nei confronti di tale delibera. L’ultima parola, adesso, spetta al CdA.