Università di Catania

UNICT – Anticipo tasse universitarie: studenti scendono in piazza per protestare

test università catania
Scendono in piazza gli studenti catanesi per far sentire la propria contro la decisione d'ateneo di anticipare la tassa di 200€ gli iscritti irregolari ai corsi di studio. I giovani, che hanno cercato più volte di contattare i vertici e il rettore in merito alla questione, hanno deciso di protesta davanti al Rettorato.

Gli studenti catanesi si fanno sentire. Parte la protesta contro la decisione dell’Università degli Studi di Catania di anticipare la quota dei 200€ per gli iscritti irregolari. Domani, mercoledì 23 settembre 2020, è previsto un presidio presso il Rettorato in piazza Università.

“La partecipata assemblea universitaria dello scorso 16 settembre ha deciso di organizzare un presidio in piazza Università per portare di persona le istanze di studenti e studentesse al rettore – si legge sull’evento Facebook creato per la protesta – . Dopo vari tentativi di sollevare il problema e cercare un’interlocuzione coi vertici universitari sulla questione dei “falsi irregolari” e dell’anticipazione della tassa per fuori corso ad ottobre, puntualmente ignorati dal rettore sia nel caso della petizione che del mail bombing, è arrivato il momento di avere delle risposte chiare. Per questo motivo, dato l’approssimarsi della scadenza della rata, andiamo a portare le nostre richieste al Rettore, il quale non può restare sordo di fronte alle criticità riscontrate dagli studenti. Tantissime famiglie (specialmente in Sicilia) in questi mesi sono state e sono colpite da una pesante crisi economica dovuta alla diffusione del Covid-19 e il conseguente lockdown; 200 euro nei bilanci di una famiglia di estrazione popolare pesano, e non possono essere motivo di esclusione di tanti ragazzi dai più alti livelli di istruzione: il diritto allo studio non può essere in alcun modo calpestato in nome dei bilanci dell’ateneo. Facciamoci sentire”.

La questione dell’anticipo tassa era già stata sollevata da LiveUnict, che aveva pubblicato la lettera aperta di uno studente criticava la decisione d’ateneo.