A che punto sono i test per il vaccino contro il Coronavirus? Moderna, azienda biotech statunitense, è la prima ad aver raggiunto la fase 3 della sperimentazione.

Sono passati mesi dall’esplosione dell’emergenza Coronavirus e, da allora, ricercatori e medici di tutta Italia lavorano giorno dopo giorno per salvare tante vite. È innegabile l’importanza del vaccino contro il Coronavirus, perché sarebbe il primo passo decisivo per cambiare questa situazione emergenziale.
Prima di approfondire le ultime notizie sulla ricerca e i vaccini contro il Coronavirus, bisogna precisare che esistono 4 tipi di vaccini:
Tra le varie aziende che sperimentano il vaccino, spicca sicuramente Moderna. Si tratta di un’azienda biotech statunitense che ha raggiunto per prima l’ultima fase di sperimentazione. Di cosa stiamo parlando nello specifico?
Esistono tre fasi di sperimentazione del vaccino sull’uomo:
Moderna ha iniziato la terza fase di sperimentazione per il suo vaccino il 27 luglio 2020, affermandosi come la prima azienda a raggiungere questo importante traguardo. Questi test clinici dureranno fino al 27 ottobre e vi prenderanno parte circa 30mila persone.
I passi avanti di Moderna in termini di sperimentazione hanno portato un bel risultato: i progressi scientifici hanno fatto fare un bel balzo avanti all’azienda.
Le azioni Moderna stanno spiccando il volo: il mercato ha mostrato fin da subito molto entusiasmo nei confronti delle ultime novità scientifiche ed è per questo che il titolo sta decollando a Wall Street.
Moderna è stata fondata nel 2010, ha sede a Cambridge in Massachusetts ed è quotata al NASDAQ. È specializzata nella scoperta di farmacia e di tecnologie per i vaccini con studi basati sull’mRNA. La strategia di Moderna consiste nell’inserire l’mRNA sintetico in cellule viventi allo scopo di ottenere risposte immunitarie, anziché iniettarlo con i farmaci convenzionali. Una nuova tecnica che le ha permesso di distinguersi.
Un vaccino contro il Coronavirus, come già specificato ampiamente, ha un ruolo determinante. Per questo pare che alcuni Paesi abbiano avviato una corsa per assicurarsi la maggior parte delle dosi grazie ad alcuni pre-ordini.
Secondo la rivista scientifica Nature, al primo posto tra gli Stati che li richiedono c’è la Gran Bretagna che ambisce a 340 milioni di dosi, cioè 5 dosi per ogni cittadino britannico. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti, mentre al terzo posto diversi stati europei che avrebbero deciso di acquistare il tutto in gruppo.
Per questo resta una domanda: che ne sarà dei paesi più poveri che combattono contro il Coronavirus?
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