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Sicilia, filma sgombero di tendopoli in spiaggia: giornalista presa a calci e pugni

Una giornalista è stata aggredita a colpi di pugni e calci durante le riprese dello sgombero di un accampamento sulla spiaggia di Barcarello, nel palermitano. La giornalista e un'amica che si trovava con lei hanno una prognosi di cinque giorni per le contusioni riscontrate.

Vile aggressione perpetrata ai danni di una giornalista che stava filmando lo sgombero di una baraccopoli abusiva installata sulla spiaggia di Barcarello, a Palermo. La zona ogni anno è presa d’assalto dai turisti, che con tende ed ombrelloni si accampano specialmente in occasione del Ferragosto. Quest’anno però le misure di contenimento anti-Covid e la relativa ordinanza hanno reso necessario l’intervento dei militari per allontanare i bagnanti.

Una cronista stava quindi documento l’intervento dei carabinieri, quando è stata aggredita da un gruppo di persone, che l’hanno presa a calci e pugni, colpendo anche un’amica andata in suo soccorso. La giornalista ha raccontato la disavventura: “In tanti anni di attività non avevo mai visto una cosa così. La rabbia, la violenza senza motivo sfogata senza remore”. E spiega: “Quello che ferisce di più però è stata l’indifferenza di tanti che hanno assistito alla scena. Ho chiesto aiuto, mi hanno detto ‘no’. C’era anche chi faceva un video con il telefono cellulare”.

Una signora sul posto aveva chiesto alla giornalista di non riprendere i bambini. “Le ho detto che non li avrei ripresi – spiega -, ma in quell’istante un gruppo si è scagliato contro di me. Mi sono ritrovata per terra – racconta – contro di me schiaffi, calci, pugni. Una ragazza mi ha dato dei pugni sul naso. Erano donne, tante. Gli uomini guardavano. La mia amica, che mi attendeva in auto, mi ha raggiunto per difendermi ma anche lei è stata aggredita.

Un uomo le ha dato un calcio facendola cadere. Mi volano gli occhiali e loro continuano a insultare e colpire. Contro di me anche testate. Sono piena di lividi ed escoriazioni, ma quello che mi ferisce di più è l’indifferenza. Ho chiesto aiuto, un signore che era lì mi ha detto ‘no’.. È avvilente. Siamo cosi tanto abituati alla violenza? Siamo salve – prosegue la cronista – grazie all’intervento di un’auto dei carabinieri, che in realtà credo fosse stata chiamata dai colleghi in spiaggia perché anche lì le operazioni non andavano avanti serenamente”.

La cronista finisce col dire che “il gruppo, erano tanti, ha aggredito anche i militari che prima ci hanno offerto riparo nella loro auto e poi ci hanno detto di andare via. Noi siamo scappate e abbiamo raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Cervello, dove i medici ci hanno visitato. Abbiamo un prognosi di cinque giorni, ma io dovrò fare degli accertamenti perché ho molti dolori al torace. I carabinieri poi ci hanno rintracciato e abbiamo spiegato cosa era accaduto“.

Anche il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha tenuto a dare la propria solidarietà alla giornalista coinvolta nell’aggressione tramite un post su Facebook in cui dice: “Condanno fermamente quanto avvenuto a Barcarello, nel Palermitano, dove una giornalista è stata picchiata selvaggiamente solo perché stava facendo il suo dovere di cronaca, nonostante fosse libera dal servizio. A lei va la mia più sincera solidarietà. L’episodio di oggi costituisce un pericoloso campanello d’allarme sul clima di odio e intolleranza che si respira anche nell’Isola, persino verso quanti, come i giornalisti, sono chiamati solo a fare il proprio dovere”.