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Coronavirus, l’esperto: “Immunità di gregge ancora un miraggio”

Gli asintomatici come caso da attenzionare nello sviluppo dell'immunità: siamo ancora lontani dall'immunità di gregge? Ecco le risposte dello pneumologo.

Come dichiarato al Corriere della Sera da Luca Richeldi pneumologo, componente del Comitato tecnico-scientifico, l’immunità di gregge è anche un miraggio, poiché “la gran parte della popolazione non si è contagiata ed è a rischio. Siamo lontani anni luce dall’immunità di gregge, ossia dallo scudo creato dal fatto di essere circondati da persone che già si sono infettate. Ecco perché bisogna continuare più che mai a rispettare le regole: mascherina, igiene delle mani, distanza di un metro”.

Gli asintomatici: un caso da non sottovalutare

La forte presenza di asintomatici diventa un campanello d’allarme per la diffusione del virus. In modo particolare, non è chiaro quali siano i pericoli e per questo non bisogna abbassare la guardia, poiché “non sappiamo se un asintomatico è contagioso ma se incontriamo una persona per strada dobbiamo stare all’erta e pensare che potrebbe essere contagiosa pur apparendo in buone condizioni di salute. Non intendo seminare panico. Stiamo attenti però. Basta davvero poco per tutelarsi ed è sciocco non farlo”, afferma Luca Richeldi.

Bisogna, dunque, continuare a rispettare i gesti barriera ed il distanziamento sociale, evitando atteggiamenti sciocchi e nocivi per l’arresto della diffusione del virus.

Lo sviluppo degli anticorpi e l’immunità di gregge

Come messo in evidenza dal medico, “non sappiamo se gli anticorpi hanno la capacità di neutralizzare il virus e per quanto tempo quindi bisogna comportarsi con lo stesso rigore di chi non ha subito il contagio. Essere positivi al test degli anticorpi non significa avere il patentino d’immunità. Significa che il virus è stato visto dal nostro sistema immunitario”.

Per questo motivo, è importante stare attenti e non pensare che il virus non circoli più o che possedere gli anticorpi significhi aver neutralizzato il virus.

Proprio per questo, saremmo anni luce lontani dall’immunità di gregge, perché “nelle malattie infettive in genere l’immunità di gregge si raggiunge con almeno il 70% e oltre. Solo il vaccino potrà assicurare una certa sicurezza, tenendo conto che ogni vaccino — se non garantisce la protezione al 100% — attenua comunque i sintomi dell’infezione”, afferma Luca Richeldi.

Neanche le regioni in cui il virus ha circolato poco, come Calabria e Sicilia, sono esenti dal rischio perché, “non c’è differenza tra aeree più o meno colpite. Anzi nelle regioni risparmiate dall’epidemia l’attenzione deve essere alzata a un livello superiore, i cittadini non si devono sentire graziati”.

Dunque: prudenza, attenzione e rispetto dei gesti barriera.

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