Musumeci emana una nuova ordinanza per controllare gli sbarchi in Sicilia, disponendo quarantena e visita medica obbligatoria sulle navi prima di mettere piede nell'Isola.

L’aveva annunciato nei giorni scorsi, dopo i diversi appelli al governo nazionale per un maggiore controllo sugli sbarchi. Adesso, il governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci passa ai fatti ed emana una nuova ordinanza. Pubblicata nella serata di ieri, la nuova ordinanza mira a disciplinare gli arrivi dei migranti, disponendo preventivamente una quarantena sulle imbarcazioni prima dello sbarco.
“I migranti che raggiungono le coste siciliane con imbarcazioni di grandi dimensioni, con mezzi di soccorso delle Ong, o di organizzazioni statali, europee e internazionali, ovvero con mezzi propri, sono sottoposti a visita medica“ e “sono posti in quarantena per un tempo non inferiore a 14 giorni a bordo della nave di arrivo, dove ciò sia consentito in sicurezza, o su ‘navi-quarantena’ all’uopo predisposte dalle Autorità del governo centrale”. È quanto si legge nella nuova ordinanza del governatore Nello Musumeci.
Il provvedimento prevede anche l’obbligo di eseguire gli accertamenti sierologici per tutti i migranti e anche il tampone per chi presenta i sintomi da infezione da Coronavirus. Gli esami, dove possibile, sono da eseguire sulle navi.
Il decreto del presidente Musumeci istituisce anche le “Aree speciali di controllo nelle zone portuali di sbarco e vicino agli hot spot, dalle quali è fatto divieto di uscire“. Previsto anche che “le Prefetture competenti informino dell’arrivo dei migranti l’autorità sanitaria regionale” e che “del trasferimento dei migranti presi in carico nei centri d’accoglienza e comunque sbarcati in Sicilia” venga “data tempestiva comunicazione da parte delle Prefetture competenti per territorio al dipartimento della Protezione civile della Presidenza della Regione Siciliana”.
Inoltre, in una seconda ordinanza emanata ancora nella giornata di ieri, Musumeci proroga fino al 31 luglio l’efficacia delle misure disposte nelle ordinanze n.25 e n.26 del 13 giugno e del 2 luglio, seguendo così le disposizioni nazionali in attesa di conoscere se e fino a quando verrà prorogato lo stato d’emergenza.
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