Università di Catania

UNICT – Niente tasse fino a 20mila euro: si allarga la “No Tax area”?

tasse unict
Università di Catania: dal prossimo anno accademico dovrebbe essere allargata la no tax-area per gli studenti Unict. Le novità in programma.

Anche l’Università di Catania a partire dal prossimo anno accademico dovrebbe estendere la cosiddetta “no tax-area“, vale a dire la fascia di reddito al di sotto della quale gli studenti non sono tenuti a pagare la tassa di iscrizione. A seguito della riunione del Senato Accademico svoltasi ieri, l’ateneo catanese avrebbe deciso di accettare la possibilità inserita all’interno del Decreto Rilancio di estendere l’esenzione dalle tasse fino ai 20 mila euro di ISEE.

Tuttavia, malgrado la novità darà la possibilità a molti studenti di iscriversi all’ateneo a costo zero, l’ateneo catanese prevederebbe contestualmente la possibilità di aumentare la tassazione per gli studenti che rientrano nelle fasce di ISEE più alte a un massimale di 1650 euro. I contributi dovuti, poi, diminuiranno in maniera proporzionata al reddito familiare. La motivazione dell’aumento sarebbe da ricercare nel fatto che il Dl Rilancio non coprirebbe del tutto la possibilità di esenzione offerta.

Sullo stesso argomento, inoltre, si registra la posizione dei rappresentanti studenteschi, che si sono detti contrari a ulteriori tasse per gli studenti iscritti, dichiarandosi disponibili alla proposta di formazione di una commissione atta alla formulazione di una proposta strutturale per l’anno accademico successivo. Si attendono, dunque, conferme ufficiali al riguardo da parte dell’ateneo.

Non si tratta, peraltro, dell’unica novità che riguarderà gli studenti dal prossimo anno accademico. Ulteriori news si registrano sul fronte dell’abbonamento integrato AMT/FCE in dotazione con la Carta Multiservizi dell’Università di Catania e l’adozione di corsi di potenziamento d’inglese per gli studenti iscritti alle magistrali in inglese.

Per ulteriori informazioni, leggi anche: UNICT – Novità su tasse e abbonamento metro e AMT: cosa cambia dall’anno prossimo

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