Università di Catania

Rettore Priolo a LiveUnict: “Vi spiego la Fase 2 tra lezioni, lauree, tirocini e Graduation Day”

Al via la Fase 2 anche per l'Università di Catania: il rettore, il prof. Francesco Priolo, chiarisce alcuni dubbi e risponde alle domande rivolte da alcuni studenti universitari.

È iniziata la tanto attesa Fase 2, un banco di prova per tutti gli italiani che adesso dovranno confrontarsi con limitazioni meno restrittive rispetto a quelle alle quali sono stati abituati negli ultimi due mesi. E questa è una fase fondamentale anche per l’Università di Catania che, dopo lo stop generale, chiarisce alcuni punti per gli studenti universitari.

Facendo un passo indietro, l’Ateneo era riuscito a limitare i danni dell’emergenza organizzando un vero e proprio programma di didattica online, che ha permesso anche lo svolgimento di esami e lauree a distanza. Per conoscere gli ulteriori sviluppi, LiveUnict ha intervistato il rettore dell’Università di Catania, il prof. Francesco Priolo, che ha già anticipato il proseguimento di tutte le attività online almeno fino a settembre.

1. Complessivamente, come reputa che sia andata l’esperienza della didattica a distanza Unict?

“Io credo che l’esperienza della didattica online sia andata molto bene – spiega il rettore Priolo – è stato uno sforzo collettivo enorme. La didattica in presenza è stata interrotta giovedì 5 marzo e lunedì 9 marzo eravamo già online. Sono stati messi online 1650 corsi, insieme a quelli delle scuole di specializzazione, di tutti i master e dei corsi di TFA; e ancora online anche gli esami di profitto e quelli di laurea. Sono state registrate più di 20mila lezioni: abbiamo gestito il tutto mantenendo inalterato il calendario didattico, e con un’unica piattaforma (Microsoft Teams, ndr); ciò ha reso relativamente semplice l’accesso e ha mitigato le difficoltà. Teniamo presente che è vero che per le lauree non c’era la la tipica festa, non c’è quell’atmosfera bellissima, però nello stesso tempo viene fornito quasi sempre un link che permette ad amici e parenti, anche lontani, di collegarsi.  Questo è un plus che siamo riusciti a dare ai nostri studenti e alle nostre studentesse. C’è stata una grande responsabilità da parte di tutti, dei docenti, degli studenti e dei rappresentanti degli studenti che sono stati eccezionali, sempre attenti, sempre in grado di fare proposte positive. Sono soddisfatto per come l’Università nel suo complesso abbia reagito, dimostrando di essere un grande ateneo”.

2. Si legge tra le FAQ, pubblicate sul sito del Ministero, “esami e lauree potranno essere svolte in presenza a condizione che vi sia un’organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate le misure organizzative di prevenzione e protezione indicate dal Dpcm del 26 aprile 2020”. Qual è la linea dell’Università di Catania in merito?

“La linea dell’Università di Catania pone al centro la sicurezza e la salute di tutti, dei docenti, del personale tecnico-amministrativo, degli studenti e ovviamente di tutta la cittadinanza – spiega il prof. Priolo – . È vero che il DPCM permette di poter fare esami e lauree in presenza, ma ciò significa anche lasciare la responsabilità di scelta agli atenei. Abbiamo fatto un ragionamento di concerto con gli altri rettori delle università siciliane in modo tale da scegliere una linea comune ed è stata quella della responsabilità. Penso che le lauree stiano funzionando molto bene, per gli esami è un po’ più complesso farli a distanza. Però in questo momento riteniamo, tutti insieme, che sia troppo rischioso poter far finta che non sia successo niente. Tutti gli atenei siciliani abbiamo scelto, momentaneamente, di proseguire tutto online; poi via via ci aggiorneremo sempre e, a seconda di come procede la curva dei contagi, potremmo eventualmente prendere decisioni diverse”.

3. Per i test d’ammissione a numero chiuso cosa accadrà?

“Per quello che riguarda tutta la parte di numero programmato locale, la scelta di questo Ateneo – solo per questo anno – è stata quella di semplificare al massimo perché ovviamente in presenza diventa rischioso. Le liste d’ammissione andranno fatte sulla base del voto di maturità. Questo semplifica, ma non è quello che avremmo voluto: nella maggior parte dei corsi di studio, si utilizzano dei TOLC specifici; quindi anticipo che vorremmo ritornare ai TOLC appena possibile ma per questo anno accademico vogliamo assolutamente mantenere la possibilità di iscriversi senza dover fare l’esame. Per i corsi a numero programmato a livello nazionale, ci atterremo alle regole che verranno dettate dal Ministero”.

4. Anche nel caso della Ricerca, si legge tra le FAQ del Ministero “tali attività potranno ricominciare ad essere svolte in presenza a condizione che vi sia un’organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate le misure organizzative di prevenzione e protezione indicate dal Dpcm del 26 aprile 2020”. Qual è la situazione attuale all’Università di Catania?

“In tanti casi la ricerca non si è mai fermata – rivela il prof. Priolo – perché, pur da casa, i ricercatori hanno continuato ad analizzare i propri dati e a scrivere gli articoli e a fare tutto quel lavoro che in questi due mesi si poteva portare avanti, senza bisogno di essere fisicamente presenti nei laboratori. Tuttavia, alcuni laboratori sono rimasti aperti: il laboratorio BRIT, in particolare, dove abbiamo messo su una metodologia per andare a testare le mascherine e a mostrarne l’effetto batterio filtrante; è diventato un servizio importantissimo per il territorio con oltre 200 aziende che ci hanno chiesto di verificare le proprie mascherine. E poi, oltre ai laboratori BRITT, vanno ricordati i laboratori di Scienze chimiche e Scienze del Farmaco che ogni giorno producono igienizzante per tutta la popolazione”.

“Da giorno 11 maggio – continua – di concerto con gli altri atenei, ripartiranno anche gli altri laboratori di ricerca. Chiaramente tutto in sicurezza, con l’opportuno distanziamento e con i dispositivi DPI che verranno distribuiti, con la misurazione della temperatura prima dell’ingresso all’interno dei locali”.

5. Secondo i prossimi step annunciati dal Governo, dal 18 maggio dovrebbero riaprire le biblioteche. Sarà così anche per quelle universitarie?

“Assolutamente sì – conferma il rettore – le biblioteche verranno aperte, anche se solo per il prestito e la restituzione dei libri. In questa prima fase, vedremo come andranno le procedure e poi decideremo. Anche perché noi consentiremo l’apertura delle biblioteche, ma poi saranno i direttori dei dipartimenti a dover definire il tutto perché teniamo presente che si deve andare ad attrezzare un luogo di quarantena: i libri che vengono restituiti dovranno essere separati da tutti gli altri per 72 ore, quindi chiaramente c’è da approntare misure di sicurezza prima di poter ripartire”.

6. In questi giorni, abbiamo lanciato un sondaggio sui nostri canali social, chiedendo agli studenti quale domande avrebbero voluto porre al rettore durante la nostra intervista. Ne sono arrivate diverse e le principali che le vogliamo rivolgere riguardano i tirocini, le collaborazioni part-time e la possibilità di organizzare un Graduation Day.

“Per tutta la parte dei tirocini – risponde il prof. Priolo – in questo momento stiamo proseguendo con una parte a distanza. Aspettiamo l’avvio di questa Fase 2, che è una fase complessa fatta di tante microfasi nelle quali dobbiamo vedere che cosa succede dal momento in cui si riapre. Non si può far partire tutto in una volta, al momento proseguiranno a distanza; poi via via capiremo. Per quanto riguarda le collaborazioni part-time, ci saranno delle deroghe: è ovvio di fronte a una situazione del genere, basta chiederle”. 

Più complessa è invece la possibilità di organizzare un Graduation day: “Questa è stata la mia idea dal primo momento, e cioè fare un Graduation day o tanti Graduation day, in cui verranno consegnate le pergamene e in cui vorrei essere presente personalmente. La verità è che un graduation day che si rispetti è un momento di festa, in cui c’è un assembramento, quindi la risposta è sì. Quando? Dipenderà da quando sarà possibile. Volete che io sia realista, io non penso che ad ottobre  potremo fare una grande festa, con tutti insieme, tutti vicini. Non dico che non si potranno fare cose in presenza, ma non quel graduation day con tanta gente che, giustamente, i nostri studenti e le nostre studentesse si meritano. La mia promessa è organizzarlo, ma sul quando vedremo”.

7. Domanda di rito: quale messaggio desidera rivolgere agli studenti?

“Io davvero devo dire che ringrazio tutto gli studenti e le studentesse del nostro Ateneo – conclude il Magnifico, rivolgendosi agli studenti – per come hanno mostrato e stanno mostrando senso di responsabilità in questo momento difficile. Possono essere orgogliosi di essere parte di un grande Ateneo e che torneremo presto, nuovamente in presenza perché l’università è il luogo dei saperi, ma è anche ovviamente il luogo in cui si costruiscono le coscienze critiche. E la coscienza critica si costruisce attraverso un confronto diretto e giornaliero, un contatto che ci manca e mi manca, perché io in primis sto insegnando in distanza. Faccio il mio corso a distanza ma mi manca il contatto diretto che pure la tecnologia ci aiuta in parte ad avere, ma solo in parte. Il mio augurio di cuore è di tornare nuovamente insieme a poter festeggiare e a poter dire ‘Ce l’abbiamo fatta'”.

A proposito dell'autore

Alessia Costanzo

Laureata in Filologia moderna, attualmente è direttrice responsabile della testata giornalistica LiveUnict e lavora come copywriter. Dopo aver scoperto il Content marketing, la sua passione per la comunicazione si è trasformata, legandosi ai Social media, alla SEO e al Copywriting.

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