Sì ai rientri in Sicilia, ma con cautela e dovute precauzioni: è quanto sottolineato dal Presidente Nello Musumeci nelle scorse ore.

Foto archivio.
Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia, è pronto ad accogliere nuovamente ma con prudenza i tanti siciliani che l’attuale emergenza sanitaria ha tenuto distanti.
Secondo gli ultimi numeri, esposti dallo stesso Musumeci nel corso di un suo intervento a Tgcom24, i fuorisede starebbe usufruendo di questa apertura in maniera responsabile. Attualmente ammonterebbero a soli 1150 i siciliani che, dopo l’annuncio del governatore, avrebbero scelto di registrarsi al sito siciliacoronavirus.it ed effettuare l’iscrizione volta al rientro nell’Isola.
“Non stiamo registrando l’esodo che potrebbe farci preoccupare – ha affermato Musumeci -. Un numero che anche se dovesse crescere resta assolutamente controllabile”.
Il governatore ha ribadito, inoltre, la necessità di rispettare le regole: chi arriverà in Sicilia dovrà essere sottoposto alla misurazione della temperatura corporea. Poi risulterà necessario un periodo di quarantena presso il proprio domicilio al termine del quale il soggetto verrà sottoposto al tampone rino-faringeo.
Ma chi potrà rientrare? Musumeci lo ha indicato sui social.
“Adesso – ha detto il presidente della Regione – allarghiamo un po’ e possono tornare anche coloro che si possono ricongiungere alle proprie famiglie: per farlo, è necessaria la verifica al momento dello sbarco e la quarantena. Nessuno deve pensare che la partita sia chiusa, che la fase 2 sia tutti liberi”.
Sembrerebbe dunque che le parole d’ordine siano “tolleranza” e “prudenza”: due concetti inscindibili secondo i vertici.
“Abbiamo ricevuto – ha aggiunto Musumeci – centinaia e centinaia di richieste dai ragazzi soprattutto che vogliono tornare in Sicilia: io sono padre e nonno, capisco benissimo le mozioni d’affetto, ma è difficile fare questo lavoro con un punto d’equilibrio, per coniugare le esigenze affettive da una parte e dall’altra le esigenze di cautela. Vogliamo evitare che si torni in Sicilia senza sapere di essere portatori del virus, come successo a centinaia di asintomatici rientrati a marzo“.
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