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Oggi il nuovo decreto Conte: chiusura e restrizioni prorogate al 3 maggio

Giuseppe Conte discorso facebook
L'Italia non è pronta per uscire dall'emergenza e il Governo fa slittare ancora la data della riapertura delle attività economiche. Musumeci appoggia la scelta del Viminale e propone un'apertura graduale delle attività dopo quella data.

Il premier Giuseppe Conte si è riunito ieri in videoconferenza con i ministri Gualtieri, Speranza e Catalfo e con i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Erano presenti alcuni governatori delle regioni, tra cui anche Nello Musumeci e alcuni sindaci. “Non siamo nelle condizioni, al momento, di riaprire le attività produttive ha detto il Presidente del Consiglio – perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati che abbiamo ottenuto con le misure messe in atto dal governo“.

Si pensa a un’altra scadenza provvisoria per la fine del lockdown: dopo il 3 maggio, infatti, potrebbe essere valutata la possibilità di riaprire alcune attività. “Il presidente del Consiglio ci ha confermato che non ci sono ancora le condizioni per far ripartire le attività sospese – ha dichiarato il segretario generale della Uil Barbagallo -.  Prima di tutto la salute dei lavoratori“.

Il governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci ha partecipato attivamente all’incontro e ha sostenuto la linea del governo centrale. Ha avanzato la possibilità di valutare la riapertura dei cantieri stradali se i contagi diminuiranno, sfruttando le restrizioni sugli spostamenti: “Lavori che possono essere svolti anche con una riduzione dei disagi per gli utenti, visto che le strade sono deserte“, ha detto il Presidente. Ha inoltre chiesto a Conte di poter valutare anche la riattivazione della prevenzione degli incendi boschivi in vista dell’estate. Si è fatto portavoce di molte famiglie che in questi giorni hanno richiesto il “Buono Famiglia” per semplificare le procedure di gara per la distribuzione alle famiglie delle risorse stanziate dalla Regione Siciliana ai Comuni.