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Coronavirus, ricercatori dell’Università di Palermo: “Sicilia tra le prime a uscirne”

Il modello statistico messo a punto dal team di ricerca dell'Università di Palermo consente di prevedere quando potrebbero finire i contagi. La Sicilia sarebbe tra le prime a uscire dal contagio.

Il Covid-19 ha improvvisamente catapultato il mondo intero in una pandemia di cui non sembra intravedersi la fine: tutte le fasce di popolazione, in tutto il mondo, combattono al meglio che possono, sfruttando i mezzi a disposizione. Le industrie si reinventano, l’istruzione cambia volto, la solidarietà prolifera e si mostra poliedrica. Medici, infermieri, personale sanitario, volontari, una volta chiamati alle armi dall’emergenza, indossano il loro equipaggiamento  per riscrivere la storia da eroi. Accanto a questo, in Italia si registra una diminuzione progressiva del potere caotico del contagio. Proprio a partire dai dati ufficiali che vengono forniti ogni giorno, l’Università di Palermo ha risposto con la scienza della statistica.

Ormai chiaro a tutti che la principale arma per frenare l’epidemia in corso è stare a casa. I ricercatori del Dipartimento di scienze economiche, aziendali e statistiche dell’ateneo palermitano si sono quindi impegnati per rispondere a una ben più ardua domanda: “Quando finirà?”

Il team di ricercatori, composto da Andrea Consiglio, Vito Muggeo, Gianluca Sottile, Vincenzo Genova, Giorgio Bertolazzi e Mariano Porcu, ha messo a punto uno speciale modello statistico che consente di monitorare le variazioni nella curva dei contagi, permettendo dunque di approntare una previsione sulla fine dell’epidemia. I risultati di questo studio consentiranno un chiaro riscontro degli effetti delle misure di contenimento adottate, dimostrando ancora una volta che restare a casa ed evitare qualsiasi forma di contatto sociale siano fondamentali per la risalita del Paese.

Ben inteso, sottolineano gli scienziati, che nessun modello matematico è in grado di prevedere con esattezza la data di fine dell’epidemia, tuttavia è possibile fare ipotesi molto prudenti, tenendo conto dei dati forniti dalla protezione civile e sulla base dell’esito dei tamponi. Il mancato rispetto delle norme restrittive rappresenta una variabile in grado di alterare seriamente l’esito della statistica. In parole povere, i tempi di azzeramento dei contagi potrebbero anche allungarsi.

Il modello statistico “Segmented regression”

L’andamento dei contagi si palesa nel grafico con una curva a forma di “S allungata”: ciò significa che il numero dei contagi inizialmente cresce lentamente, in un secondo momento molto velocemente fino a raggiungere il tetto massimo. Entrambi i grafici messi a punto dal dipartimento, uno a “S allungata”, l’altro a “campana”, mostrano risultati concordi sui possibili scenari dell’epidemia: raggiunto il picco massimo di contagi, questi lentamente decresceranno fino a diventare nulli.

La linea verticale tratteggiata di colore rosso divide il passato dal futuro e i puntini blu indicano i conteggi osservati fino al 6 aprile. Le curve a destra della linea rossa tratteggiata descrivono, quindi, i possibili scenari di evoluzione dell’epidemia

Fonte: sito web dell’Università di Palermo, Dipartimento di scienze economiche aziendali e statistiche.

 

Il futuro della Sicilia

Evidentemente, i siciliani si sono comportati bene, dato che gli studiosi arrivano a teorizzare che la Sicilia sarà la Regione ad uscire per prima dall’epidemia. Essendo stata la diffusione dei contagi molto più lenta che in altre zone, prima che altrove dovrebbe manifestarsi la diminuzione dei contagi. Un fattore variabile non indifferente – e che potrebbe influire sulle previsioni – è il raddoppio dei tamponi eseguiti registratosi nell’isola negli ultimi giorni.

In base ai dati, “nell’Isola, dove ieri si contavano complessivamente 1.774 contagiati (si parla di attuali positivi e non di contagi totali che sono invece 1996), entro la fine della settimana (per l’esattezza tra mercoledì e sabato) il numero medio di nuovi contagiati al giorno dovrebbe scendere a 20 e si dovrebbe arrivare a 10 entro il 15 (precisamente tra l’8 e il 15)“.

Tuttavia, come specificano prudentemente gli stessi ricercatori, i giorni indicati come fine del contagio sono frutto di una stima. “L’intervallo di date indica – aggiungono – il periodo in cui approssimativamente l’epidemia si avvia verso la sua estinzione. È importante sottolineare che tale indicazione ha validità soltanto tenendo conto dei commenti riportati nella sezione Avvertenze e Limiti delle Previsioni”. Nessuno, infatti, è in grado di predire il livello massimo di contagi e il giorno esatto in cui l’epidemia cesserà.

Previsioni per l’Italia e altre regioni

Per quanto riguarda la Puglia, “dove a ieri i positivi erano 2.022, sempre secondo il modello, si dovrebbe arrivare a 20 nuovi contagi medi al giorno tra il 17 aprile e il primo maggio, e a 10 tra il 22 aprile e il 10 maggio”. Le previsioni sono più larghe, invece, per il Meridione: “Nel Sud, tra giovedì e lunedì prossimi i nuovi contagi medi dovrebbero attestarsi su 200, per calare a 100 tra il 15 e il 22 aprile“.

In Lombardia, “la regione più colpita dall’epidemia e dove ieri (NdR: due giorni fa) in tutto erano 28.124 i positivi, i nuovi contagi medi giornalieri dovrebbero diventare 200 tra il 20 ed il 23 aprile, per scendere a 100 tra il 27 ed il 30“.

In tutta Italia, dove fino a giorno 5 si contavano 128.948 casi positivi, “i nuovi contagi medi giornalieri dovrebbero essere mille tra il 17 ed il 19 aprile e scendere a 500 tra il 23 e il 25“.

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