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Coronavirus, l’esperto Prestileo: “Sicilia reagisce bene, contagio contenibile”

L'infettivologo Prestileo dell'ospedale Civico di Palermo ha parlato in merito all'emergenza Coronavirus in Sicilia. Ecco il parere dell'esperto.

L’emergenza Coronavirus in Sicilia sta producendo non poche preoccupazione, nutrendo i timori del contagio massiccio e dell’esigua capienza delle terapie intensive nell’Isola. Secondo il parere dell’infettivologo , dell’ospedale Civico di Palermo, in Sicilia l’epidemia potrà essere facilmente controllata se ogni cittadino rispetterà alla regola tutte le restrizioni.

La Sicilia – afferma Prestileo – sta reggendo bene, la situazione negli ospedali non desta allarme. Mantenendo il distanziamento sociale e attenendosi con scrupolo alle prescrizioni, nell’Isola il numero dei contagi sarà contenuto”. La raccomandazione, dunque, è sempre quella di attenersi strettamente alle disposizioni ministeriali, evitando di uscire di casa e effettuando spostamenti solo in caso di vera necessità. Non bisogna dimenticare, inoltre, di mantenere sempre la distanza di sicurezza e attuare costantemente misure di igiene personale.

L’esperto di malattie infettive si è anche espresso in merito all’ondata indiscriminata di ritorni dal Nord Italia, che potrebbe scatenare l’esplosione del contagio nell’Isola. “Quando il presidente della Regione insiste sulla necessità di isolare la Sicilia – ha dichiarato – ha ragione e quanto accaduto in nottata a Messina è grave: i numeri di contagi registrati nella città dello Stretto sono percentualmente alti rispetto ad aree più popolose della Sicilia. La vicenda della casa di riposo di Villafrati, dove una donna proveniente da Milano è andata a trovare un parente, contagiando gli ospiti, dimostra ulteriormente che bisogna attenersi con scrupolo ai divieti”.

I 73 mila casi studiati in Cina ci danno ormai la certezza – ha parlato Prestileo in merito ai dubbi relativi al contagio tedesco – che il virus arrivato al Nord è diverso e potrebbe trattarsi di quello tedesco, a sua volta mutato. Probabilmente i numeri tedeschi andrebbero emendati: ricordo che i 90 mila casi di ‘strana influenza’ segnalati un paio di mesi fa dalle autorità tedesche, quando ancora non era scoppiata l’epidemia, potrebbero riguardare pazienti affetti da Coronavirus“.

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